3 h
Durata complessiva
8,1 Km
Lunghezza
196 m
Dislivello salita

m613Sentiero Bosco Scorace – Inici

La campagna in tutta la sua bellezza, con i segni dell’infaticabile presenza secolare dell’uomo, e il Castello di Inici, uno dei più antichi di tutta la Sicilia.

 

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L’itinerario prevede di partire dal versante settentrionale del Monte Scorace, ricoperto dall’omonimo Bosco che occupa una vasta area di circa 750 ettari, per risalire le falde dell’antistante imponente massiccio di Inici. Il percorso si snoda attraverso il paesaggio rurale dell’entroterra collinare, caratterizzato da distese di campi seminati, coltivati a ulivo e vite, e pascoli.

Fontane, abbeveratoi, stalle, caseggiati rustici, e antiche trazzere testimoniano il legame secolare degli abitanti dell’area con l’attività agricola e pastorale.

La flora del Bosco di Scorace è rappresentata da sugheri, cipressi, lecci, pini e querce dalle grandi dimensioni, che si alternano ad agavi, cespugli di ginestre, di erbe aromatiche, di mirtilli e more; e poi ancora: erica, corbezzolo, e pungitopo e, nella stagione primaverile, un’immensità di variopinte distese di fiori. In autunno, invece, il bosco regala molte varietà di miceti: dai comuni prataioli alle mazze di tamburo, fino al pregiato porcino. Nel mese di ottobre, per tradizione, i ristoranti della zona cucinano ottime ricette tipiche a base di funghi. Il bosco offre l’habitat ideale anche per alcune specie di piccoli mammiferi che vi hanno costruito la loro tana: la lepre, il pettirosso, l’istrice ed il coniglio. Non è raro vedere volare numerose specie di volatili e di rapaci, come la poiana.

Il sentiero prosegue lambendo l’abitato di Bruca, un borgo agricolo appartato, immerso nel silenzio, lontano dalle vie di comunicazione più frequentate, dove il ritmo del tempo sembra battere più lentamente, e che ancora oggi si sostenta grazie alle attività pastorali e agricole.

Si prosegue alla volta del Castello di Inici, che si presume sia stato costruito tra XVII e il XVIII sec.d.C.. Nel 1580 il territorio su cui sorge fu donato ai Gesuiti che ne fecero il centro di un vasto e assai redditizio latifondo. Il complesso di caseggiati rurali a forma di baglio fortificato, un tempo munito di una torre massiccia (risalente alla metà dell’Ottocento e crollata nell’ultimo ventennio), oggi è abbandonato e in rovina.

Il sentiero si conclude a quota 500 m. s.l.m. nel Bosco di Contrada Fontanelle, all’interno del demanio forestale impiantato negli anni ’60 in cui prevalgono alberi di alto fusto quali pini, cipressi ed eucalipti.

 

Bosco scorace, di proprietà del Demanio Forestale della Regione Siciliana, comprende quasi 750 ettari di verde, in cui hanno trovato il loro habitat naturale sugheri sotto i quali si è sviluppata una rigogliosa macchia mediterranea, pini, cipressi, qualche olmo, lecci antichi e querce massicce che si alternano ad agavi, cespugli di ginestre, mirtilli, erica, olivastro, corbezzolo, prugnolo, erica, biancospino, ginestre, pungitopo e cisto, oltre un
lungo elenco di nomi comuni di funghi che è possibile incontrare passeggiando per il bosco: mazza di tamburo, amanita cesarea, prataioli di diversa specie, violetta, la pericolosa amanita falloide, russule, lattari e tantissimi altri, oltre a fiorellini di campo variopinti. Nel sottobosco hanno costruito la loro tana piccoli mammiferi come il coniglio, le lepre, l’istrice, mentre sugli alberi sono numerosi le specie volatili.
Il bosco è dotato di una fitta rete di sentieri corredati di tabelle indicative in legno, in parte consunte, che guidano i visitatori nell’escursione. Viene indicato un laghetto collinare immerso tra le piante a circa 630 m. Da qui uno splendido e immenso panorama si apre su Bruca, frazione di Buseto Palizzolo.
Nella parte est del bosco, che ha subito meno mutamenti, le querce da sughero sono in numero di gran lunga prevalenti, troviamo un sottobosco rigoglioso, ove abbonda il Cisto che assieme alle querce forma un habitat ideale per i funghi porcini e, purtroppo, anche per le amaniti.
Nella parte sud si trova invece un’insieme di querce da sughero, conifere, eucaliptus, roverelle, leccio e frassino, gli arbusti si sono riappropriati del loro territorio originale dando vita in primavera ad uno spettacolo straordinario di colori.
L’area del bosco è curata dall’Ente Gestore e fornisce servizi di aree attrezzate, barbecue, ecc.

Baglio di Inici

Sul monte Inici si trova l’interessante, maestosa mole di una struttura rurale fortificata, detta baglio o castello, costruita, secondo la tradizione, nel sito della mitica città di Inico. Il primo nucleo risale probabilmente al secolo VIII ma le strutture vennero ampliate ed ingrandite nel corso dei secoli fino ad assumere nel secolo XVII l’assetto attuale ad opera dei Gesuiti ai quali fu donato il feudo su cui insiste il baglio, assieme alla chiesetta della Madonna della Mendola, costruita intorno al 1574. I Gesuiti resero questo vastissimo feudo una delle aziende agricole più produttive della Sicilia; dopo la loro cacciata, nel 1767, il baglio fu acquistato da privati e fino al terremoto del 1968 fu abitato da una comunità di contadini.
Sebbene in stato di estremo degrado oggi si possono ancora ammirare i due cortili comunicanti e quanto rimane delle torri, degli ambienti interni e della chiesetta dalla quale provengono gli affreschi settecenteschi, opera del trapanese Domenico La Bruna, conservati presso la chiesa Madre di Castellammare del Golfo.

Vini Erice Doc

Ottenuti da vigneti posti tra i 200 e i 650 m. disseminati nel cosiddetto agro ericino (la zona collinare a piedi del Monte Erice), devono le loro qualità organolettiche alle caratteristiche pedoclimatiche del territorio, rara combinazione di altitudine e prossimità al mare. Inzolia, catarratto, grillo, grecanico, nero d’Avola sono gli inconfondibili frutti di vigneti autoctoni, ma l’Erice Doc oggi si distingue anche per la produzione di ottimi vini da vigneti internazionali.

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