3 h 10 min
Durata complessiva
11,0 Km
Lunghezza
60 m
Dislivello salita

m068Sentiero Monte Cofano-Monte Monaco

Natura, storia, leggende e un mare incredibilmente bello, fino alla rinomata San Vito Lo Capo, meta ambita per gli amanti del climbing e del cous cous.

 

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L’itinerario costiero di collegamento da Monte Cofano (Comune di Custonaci) a Monte Monaco (Comune di San Vito Lo Capo), vi conduce tra natura, storia, leggende e un mare incredibilmente bello, fino alla rinomata San Vito Lo Capo.

Il percorso inizia nella Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano, e più precisamente dalla Torre della Tonnara di Cofano, conosciuta anche come Torre Tono: una fortificazione spagnola caratteristica con pianta a forma stellare. Si prosegue per circa 1,4 km in direzione nord-ovest verso San Vito Lo Capo, il borgo di pescatori reso famoso dalla sua spiaggia di sabbia bianca e dalle acque dai colori caraibici. La riserva, in questo tratto di costa, nasconde luoghi incantati e una natura rigogliosa a ridosso di una delle scogliere più affascinanti della Sicilia. Una ricca vegetazione tipicamente mediterranea (prevalentemente gariga) si incontra con le forme aspre, brulle e selvagge dei massicci dolomitici, mentre sui fianchi si aprono altissime grotte, teatro dei primi insediamenti umani del paleolitico, in Sicilia. Il contesto panoramico è semplicemente spettacolare: le scoscese pareti rossastre si specchiano nell’acqua cristallina che lascia intravvedere i fondali, alle diverse profondità.

Negli stessi fondali, accanto allo Scoglio Scialandro, sono stati ritrovati dei reperti di anfore e vasellame antico, insieme ai resti di una nave soprannominata “il Relitto dello Scialandro”. Per scendere in acqua è consigliabile l’utilizzo di scarpette idonee. Per gli appassionati di diving, qui è possibile incontrare murene, saraghi e aragoste e vedere intere pareti rocciose colorate, ricoperte di spugne e parazoantus (le cosiddette “margheritine di mare”) di un giallo intenso.

Dopo aver percorso un tratto di 7,6 km, il sentiero prosegue lungo arenili sabbiosi fino a Torre Isulidda, una torre di avvistamento risalente al XVII sec., in posizione dominante sul Golfo di Makari e arroccata su uno sperone di roccia a picco sul mare, da cui è possibile godere di un panorama mozzafiato. Questa è una meta molto ambita anche dagli amanti di climbing, con centinaia di vie aperte lungo tutte le falesie che dominano la costa. Nel mese di ottobre il gruppo di arrampicatori sanvitesi organizza una manifestazione di portata internazionale (Sanvito Climbing Festival).

Il sentiero sale, poi, su una vecchia mulattiera, e percorrendo ancora circa 1 km si arriva al centro abitato di San Vito Lo Capo, dove è possibile continuare la visita della cittadina marinara e, a seconda dell’orario, degustare un ottimo piatto tradizionale di cous cous di pesce, o un delizioso “caldo-freddo”, una coppa di gelato con l’aggiunta di una base di biscotto morbido bagnato nel liquore e una colata di cioccolata calda. A settembre il Cous Cous Fest, rassegna gastronomica e manifestazione culturale di integrazione internazionale, attira visitatori da ogni parte del mondo.

Tonnara e torre di Cofano

Collocata in un contesto naturale di straordinaria bellezza, di fronte allo scoglio dello Scialandro e vicina alla Punta della Croce, l’ex tonnara di Cofano esisteva già nel 1404,anno in cui era di proprietà della famiglia Bosco; fu abitata fino alla metà del secolo XX.
Fonte di sostentamento economico dei pescatori della zona era una delle tonnare più pescose e attive per l’economia trapanese.
Adiacente alla tonnara era situata la torre risalente al XVI secolo e facente parte del sistema difensivo spagnolo delle coste siciliane. Edificata tra il 1556 e il 1560, ha una pianta quadrata stellare a quattro punte e rappresenta, con le sue pareti concave, un esempio unico in Sicilia.
Era in collegamento visivo, a nord-est con la torre dell’Isulidda a sud-est con torre Muzza; nessuna comunicazione era invece possibile con la vicina torre di San Giovanni perché ostruita dal monte Cofano.
La torre è stata acquisita al demanio regionale nel maggio del 2006. Restaurata con fondi della Comunità europea, è stata riaperta al pubblico nell’aprile del 2010.

Torre Isulidda

Torre Isulidda è una delle torri costiere di avvistamento, comprese nel circuito progettato nel 1583 dall’architetto fiorentino Camillo Camilliani al quale venne affidato il compito di realizzare un sistema di torri per la difesa dai pirati che infestavano il Mediterraneo provocando stragi, saccheggi e distruzioni. Come tutte le altre torri camillanee ha pianta quadrata con alla base un possente terrapieno destinato a contenere la cisterna e il deposito per le munizioni; un vano quadrato suddiviso in due ambienti per i torrari si trova al primo piano. Sulla terrazza venivano collocati i pezzi di artiglieria e venivano eseguiti i segnali (fani) con fumi e fuoco.

Riserva naturale orientata Monte Cofano

A salvaguardia del suggestivo promontorio di Monte Cofano che, aguzzo come un piccolo Cervino, si staglia sul mare tra il Golfo di Bonagia e quello di Makari, racchiude ben 651 entità infrageneriche di 83 famiglie vegetazionali. Qui la prateria di ampelodesma e la gariga a palma nana conserva ancora, infatti, pochi lembi di leccio (Quercus ilex), oltre a numerosi endemismi tra cui la Brassica drepanensis, l’Euphorbia bivonae, lo Hieracium cophanense e il Delphinium emarginatum definiscono condizioni di pregio naturalistico. Specialmente in primavera è possibile vedere fiorite le orchidee selvatiche. Riguardo alla fauna vi stanziano il falco pellegrino, il gheppio, la poiana, il corvo imperiale, il colombo selvatico, oltre al gabbiano comune.

Tonnara e torre di Cofano

Collocata in un contesto naturale di straordinaria bellezza, di fronte allo scoglio dello Scialandro e vicina alla Punta della Croce, l’ex tonnara di Cofano esisteva già nel 1404,anno in cui era di proprietà della famiglia Bosco; fu abitata fino alla metà del secolo XX.
Fonte di sostentamento economico dei pescatori della zona era una delle tonnare più pescose e attive per l’economia trapanese.
Adiacente alla tonnara era situata la torre risalente al XVI secolo e facente parte del sistema difensivo spagnolo delle coste siciliane. Edificata tra il 1556 e il 1560, ha una pianta quadrata stellare a quattro punte e rappresenta, con le sue pareti concave, un esempio unico in Sicilia.
Era in collegamento visivo, a nord-est con la torre dell’Isulidda a sud-est con torre Muzza; nessuna comunicazione era invece possibile con la vicina torre di San Giovanni perché ostruita dal monte Cofano.
La torre è stata acquisita al demanio regionale nel maggio del 2006. Restaurata con fondi della Comunità europea, è stata riaperta al pubblico nell’aprile del 2010.

 Cous cous alla trapanese

Piatto di origine araba, quello trapanese è rigorosamente a base di pesce. E’ frutto di un’antica ricetta che si tramanda da generazione in generazione. A base di semola impastata con acqua attraverso movimenti circolari (la famosa incocciata), il cous cous è composto da grani che vengono cotti al vapore ed è poi condito con brodo di pesce locale. Per realizzarlo vengono utilizzati tegami e recipienti tipici.

Caldo freddo

Prelibatezza della gelateria artigianale, deve il suo nome al mix sublime di ingredienti freddi (il gelato) e caldi (il cioccolato fondente che ricopre la composizione). Arricchito da pan di spagna imbevuto di liquore e da panna montata, viene solitamente servito in un piccolo lemmo, il recipiente di terracotta usato per il cous cous trapanese.

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