2 h 00 min
Durata complessiva
6,80 Km
Lunghezza
250 m
Dislivello salita

m067

Sentiero Monte Cofano

Siti archeologici e torri difensive che costeggiano il mare, con le onde che si stagliano sulle pareti rocciose, realizzando suggestivi giochi d’acqua. Spettacolare!

 

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Ciò che colpisce subito di Monte Cofano è la sua maestosità solitaria. Sembra quasi che si voglia staccare dalla costa e tuffarsi nel mare blu, le cui acque bagnano le pendici. Il percorso ad anello si sviluppa dentro la Riserva Naturale Orientata Monte Cofano. Istituita nel 1997 e gestita dall’Azienda Regionale Foreste Demaniali, copre un’area di 537 ettari ed è un promontorio racchiuso tra il Golfo di Bonagia e il Golfo di Cofano, formatosi per il sollevamento di imponenti depositi calcarei marini.

Si parte da Cala Buguto, presso Baia di Cornino (nel territorio di Custonaci). Il sentiero procede lungo la costa incontaminata, priva di insediamenti, caratterizzata dalla tipica macchia mediterranea (palma nana, cisto, disa, orchidee selvatiche, …), piuttosto rada ma ricca di specie endemiche (erica sicula, elicriso cophanense, cavolo di trapani, …) che colorano in ogni stagione dell’anno il manto roccioso della montagna. L’area offre vedute panoramiche spettacolari: le pareti rocciose si innalzano vertiginosamente dalle profondità del mare e le onde si stagliano sugli scogli realizzando suggestivi giochi d’acqua.

Dopo aver percorso poco più di 1 km, si giunge alla Torre di San Giovanni (XVI sec.). Recentemente restaurata, faceva parte del sistema di fortificazioni volute dal regno borbonico a difesa delle coste siciliane: comunicava perfettamente con le tonnare di Bonagia e di San Giuliano e in caso di avvistamenti nemici, i militari che presiedevano la torre segnalavano il pericolo con lo sventolio di bandiere e con lo sparo di armi da fuoco. Attraverso una scala in muratura si accede alla terrazza, antico luogo di segnalazione e posto perfetto da cui oggi si può ammirare un affascinante e naturalistico panorama. Poco più in là si trova la Grotta del Crocefisso, una caverna profonda una decina di metri nella quale sono stati rinvenuti reperti archeologici di età preistorica: con ogni probabilità offriva riparo agli abitanti in epoca neolitica. Ancora oggi sono visibili sul terreno di calpestio resti di un mollusco, ormai estinto, che faceva parte della dieta dei nostri antenati.

La vicina Cappella del Crocefisso, ancora oggi meta di pellegrinaggi dei devoti custonacensi, insieme all’Edicola di San Nicola di Bari, risalenti al XVIII sec., sono i frammenti di una cultura popolare e una testimonianza di fede, che racconta quanto era radicata la religiosità nella secolare devozione ai santi.

L’itinerario prosegue nella direzione di una conca collinare poco visibile dal mare, dove si trova un sito archeologico che gli esperti fanno risalire al V-IV secolo a.C. Recenti studi ipotizzano che si tratti dei resti dell’antica Eraclea greca. L’area presenta una via d’accesso delimitata da una cinta muraria e fortificazioni. Alla sommità del pianoro è stata ritrovata un’enorme cisterna che veniva utilizzata non solo per la raccolta delle acque ma anche come strumento difensivo. Scavata all’interno della roccia, c’è una scala: un ulteriore punto di difesa dell’insediamento.

Poco più avanti si giunge alla Torre della Tonnara di Cofano, risalente agli inizi del XVI secolo, detta anche Torre Tono, unica in Sicilia per la sua pianta a forma stellare e quadrata. Le pareti sono di pietrame informe a semplice curvatura, al fine di resistere ai colpi delle palle di cannone. Recentemente la torre è stata restaurata ed è visitabile. Oggi ospita al suo interno un’interessante mostra fotografica dedicata al sistema delle torri (le torri facevano parte del sistema di fortificazioni esistenti sulle coste siciliane, a difesa dai pirati turchi).

L’itinerario continua in salita in direzione sud, verso una piccola depressione, che si riempie periodicamente d’acqua, e che nel passato è servita come approvvigionamento idrico per le famiglie che abitavano in zona. Questa pozza stagionale è conosciuta come Gorgo Cofano: è nota perchè vi cresce la lenticchia d’acqua e, soprattutto, il ranuncolo di Baudot (una pianta acquatica dai fiori bianchi e gialli), ed è abitata da piccoli crostacei. Da qui, ci si può ricondurre al punto di partenza di Cala Buguto.

Riserva naturale orientata Monte Cofano

A salvaguardia del suggestivo promontorio di Monte Cofano che, aguzzo come un piccolo Cervino, si staglia sul mare tra il Golfo di Bonagia e quello di Makari, racchiude ben 651 entità infrageneriche di 83 famiglie vegetazionali. Qui la prateria di ampelodesma e la gariga a palma nana conserva ancora, infatti, pochi lembi di leccio (Quercus ilex), oltre a numerosi endemismi tra cui la Brassica drepanensis, l’Euphorbia bivonae, lo Hieracium cophanense e il Delphinium emarginatum definiscono condizioni di pregio naturalistico. Specialmente in primavera è possibile vedere fiorite le orchidee selvatiche. Riguardo alla fauna vi stanziano il falco pellegrino, il gheppio, la poiana, il corvo imperiale, il colombo selvatico, oltre al gabbiano comune.

Tonnara e torre di Cofano

Collocata in un contesto naturale di straordinaria bellezza, di fronte allo scoglio dello Scialandro e vicina alla Punta della Croce, l’ex tonnara di Cofano esisteva già nel 1404, anno in cui era di proprietà della famiglia Bosco; fu abitata fino alla metà del secolo XX.
Fonte di sostentamento economico dei pescatori della zona era una delle tonnare più pescose e attive per l’economia trapanese.
Adiacente alla tonnara era situata la torre risalente al XVI secolo e facente parte del sistema difensivo spagnolo delle coste siciliane. Edificata tra il 1556 e il 1560, ha una pianta quadrata stellare a quattro punte e rappresenta, con le sue pareti concave, un esempio unico in Sicilia.
Era in collegamento visivo, a nord-est con la torre dell’Isulidda a sud-est con torre Muzza; nessuna comunicazione era invece possibile con la vicina torre di San Giovanni perché ostruita dal monte Cofano.
La torre è stata acquisita al demanio regionale nel maggio del 2006. Restaurata con fondi della Comunità europea, è stata riaperta al pubblico nell’aprile del 2010.

Torre di San Giovanni

Situata in una posizione strategica, sulle falde del Monte Cofano, latorre detta “di San Giovanni”, eretta nel 1595 su progetto di Camillo Camiliani, faceva parte del sistema di torri costiere di avvistamento. In caso di pericolo i torrari dovevano suonare la brogna (conchiglia) e con fumo e fuochi, dalla terrazza, eseguire segnali (fani) per avvisare le altre torri e gli abitanti dell’entroterra dell’imminente arrivo di pirati. La torre di San Giovanni comunicava con quelle delle tonnare di Bonagia e di Monte San Giuliano.
Come tutte le altre camillanee ha pianta quadrata con alla base un possente terrapieno destinato a contenere la cisterna e il deposito per le munizioni; la copertura è con volta a botte formata da piccoli conci di tufo. Attraverso una scala in muratura si accede alla terrazza dalla quale si può ammirare un suggestivo panorama.

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