2 h 00 min
Durata complessiva
6,90 Km
Lunghezza
350 m
Dislivello salita

m064

 Sentiero Demanio forestale S.Matteo

Natura, cultura e salvaguardia della biodiversità: dall’allevamento dell’asino pantesco al Museo Agroforestale ericino.

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Non lontano dal centro abitato di Erice vetta, sul versante nord della montagna, si trova l’area del Demanio Forestale di San Matteo, caratterizzato da un bosco di conifere ed eucalipti.

La zona è di grande interesse naturalistico e culturale: al suo interno è allestito il Museo Agroforestale Ericino, che raccoglie gli esemplari più caratteristici della flora e della fauna locale, oltre che vario materiale etnografico (un vecchio frantoio, arredi domestici, attrezzi agricoli e un carretto siciliano in ottimo stato di conservazione) dell’antica civiltà contadina che abitava questa località.

Poco distante, trova spazio anche un Belvedere sull’ampia distesa azzurra marina, con la veduta del Golfo di Bonagia e i verdi pianori ondulati, che si alternano alle ripidità rocciose della montagna ericina. Attrezzata con tavoli e panche di legno per consentire agli escursionisti di sostare, da qui è possibile godere della piacevole cornice paesaggistica. La flora è caratterizzata dalla presenza di circa venti specie endemiche, come il cavolo trapanese e il limonio siciliano, presenti esclusivamente nella provincia di Trapani.

Due agglomerati forestali sono dedicati dal 1989 all’allevamento dell’Asino pantesco, tra le razze asinine più antiche e pregiate d’Italia, nell’ambito di un più vasto progetto di conservazione e salvaguardia della biodiversità. In prossimità dell’allevamento è possibile visitare anche i ruderi paleocristiani-bizantini dell’Oratorio di San Matteo (VI-VII sec.).

Si risale lungo il versante occidentale, per raggiungere il collegamento con il sentiero M-602 verso la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Stazione della Funivia di Erice vetta, per continuare con la visita del centro storico dell’antico borgo e deliziarsi con la degustazione dei tradizionali dolci ericini.

Martogna e San Matteo sul Monte Erice

Sulla montagna di Erice si individuano aree naturalistiche ed attrezzate molto panoramiche.
Quella di Martogna, a meno di 2 Km da Trapani, è composta da pini mediterranei, eucalipti e specie quercine, ospita panche e tavoli in legno, un parco giochi, fontanelle, servizi igienici, un’area faunistica e un piccolo laghetto artificiale con diversi animali e specie di uccelli.
L’area di San Matteo sul versante nord-occidentale della montagna, presenta balze rocciose percorse da profondi e suggestivi canaloni, grotte, anfratti e ampi pianori con conifere e latifoglie, ma anche noci, ciliegi, carrubi e mandorli, con all’interno, il Baglio Cusenza, in cui è allocato il Museo Agroforestale, punto di riferimento nella conoscenza del patrimonio naturalistico ed etno- antropologico del territorio, con antichi attrezzi agricoli ed artigianali, collezioni di exiccàta (sezioni e frammenti appositamente disseccati di piante forestali), di uccelli imbalsamati, nidi e rettili conservati in formalina. Non distante si individua un’antica cisterna, forse luogo di culto cristiano del VI-VII secolo, ritenuta la chiesa di San Matteo documentata dalle fonti già nel XIV secolo, con all’interno, un affresco appena leggibile. Da qui, un sentiero che lambisce le tracce di fortificazioni risalenti alla prima guerra punica, conduce ad un pianoro dal quale si domina un panorama tra i più belli della Sicilia.

Oratorio San Matteo: L’Oratorio, allo stato di rudere, è un piccolo edificio di epoca paleocristiana o bizantina
(IV/VII sec.) dedicato a S. Matteo, da cui ha preso nome la contrada. L’edificio è costituito da due ambienti: uno
rettangolare a circa un metro sotto il piano di campagna, coperto da quattro arconi in lastroni calcarei rudemente
squadrati ed accostati a coltello ed un altro di forma quasi quadrata raccordato al primo mediante una scaletta,
ora scomparsa. Sulla parete sud e in quella nord sono due nicchie quadrate motivate da ragioni liturgiche.

Dolcini di Erice o Pasticceria conventuale

Portavoce del territorio da cui hanno origine, i dolci della pasticceria conventuale sono preparati con ingredienti locali tipici (mandorle, cedri, limoni, arance, miele). Realizzati secondo le antiche ricette delle suore di clausura dei conventi di San Carlo e Santa Teresa, sono un’esperienza irrinunciabile per chi visita Erice.

Genovesi

Questi dolci devono la loro origine alle monache di clausura dei conventi di San Carlo e Santa Teresa e sono ormai parte integrante per chi decide di fare una visita ad Erice.
Sono dei dolci di pasta frolla ripieni di crema pasticcera che consigliamo di consumare caldi per poter gustare pienamente la loro prelibatezza. Esistono diverse versioni (nutella, ricotta, pistacchio) ma le tradizionali sono di crema.

Mustazzoli

Rappresentativi della tradizione dolciaria conventuale ericina, sono biscotti a base di mandorle e aromatizzati con cannella e chiodi di garofano. Secchi e duri, sono solitamente accompagnati a un vino dolce nel quale si intingono per ammorbidirli.

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