Tre Portelle – Fossa del Bove

Tre Portelle – Fossa del Bove
3 h 40 min
Duration
13,2 Km
Length
645 m
Difference in level

m614

Sentiero Tre Portelle – Fossa del Bove

Scattare la foto perfetta, su tutto il golfo di Castellammare: dal Belvedere si gode di una vista spettacolare. E poi: il Castello Arabo-Normanno, le Chiese, i boschi.

 

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Si parte dal centro abitato di Castellammare del Golfo, la cittadina marinara che sorge alle pendici del complesso montuoso di Monte Inici e dà il nome all’omonimo golfo delimitato a est da capo Rama e a ovest da capo San Vito. Sorto nell’Ottocento, su una prima fortificazione araba, il suo nome deriva dal Castello Arabo-Normanno prospiciente il golfo che, fino a tempi recenti, era lambito dal mare. Castellammare nasce come porto della vicina Segesta e fino alla metà del XX secolo ha conservato la sua importanza commerciale. In passato la pesca era tra le attività economiche di maggior rilievo, in considerazione anche dell’indotto delle tonnare vicine: la Tonnara del Secco, la Tonnara di Scopello, la Tonnara di Castellammare e la Tonnara Magazzinazzi erano ancora attive fino alla metà degli anni ottanta del nostro secolo. Nel tempo la pesca e in parte la produzione agricola, tradizionali fonti di sostentamento della popolazione, hanno progressivamente lasciato il posto ai servizi legati al turismo: dalle strutture di accoglienza a quelle di erogazione di servizi (come ristoranti, diving, noleggi, escursioni via mare…), tanto che Castellammare del Golfo è tra le città della provincia di Trapani con maggior numero di alberghi e ristoranti.

Per raggiungere il Belvedere, da cui godere di un bellissimo panorama, e scattare una foto su tutto il golfo, si deve salire lungo il versante orientale di Monte Inici, in direzione della Chiesa della Madonna delle Scale, un piccolo luogo di culto (recentemente restaurato), sito sulla parete prospiciente il porto, che deve il suo nome per la conformazione del terreno che degrada dolcemente verso il mare. L’edificazione della chiesa è successiva ad un episodio miracoloso datato al XVII sec.: ogni anno, l’8 settembre, viene celebrata la commemorazione dell’evento straordinario quando, nella piazzetta di “Porta Fraginesi”, viene servita la tradizionale pasta con le fave (“Li tagghiarini”).

Nelle immediate vicinanze della chiesa sono visibili anche la vecchia Cappella di Sant’Alberto e la Cappella della Madonna della Via, ricavata nella roccia. Dal Belvedere, superando l’area attrezzata della Forestale, si può proseguire la salita e raggiungere: la radura boschiva denominata Fossa del Bove (in cui nel 2010 è stata individuata una rarissima pianta -lo Ptilostemon, una sorta di cardo-); il laghetto dello Stagnone, nella cui area sono stati ritrovati reperti fossili risalenti al giurassico medio e al primo cretaceo; il rimboscamento di Fontanelle, con il Rifugio Casa Alliata, gestito dalla Forestale; il bosco della Vaccaria, caratterizzato da arbusti e cespugli quali il rovo, il pungitopo, l’edera, l’assenzio, il prugnolo, il biancospino, la rosa canina e la ginestra, e, nelle zone aperte, da l’euforbia, la palma nana, il sommaco, la ferula e la peonia. Qui trovano dimora diversi mammiferi come la volpe, il riccio, il coniglio selvatico, la donnola, e nidificano rapaci come la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, il barbagianni, la civetta e l’assiolo.

Il sentiero termina con la visita dei resti del Castello di Inici, uno dei più antichi di tutta la Sicilia: il primo nucleo risale verosimilmente all’VIII secolo, e nel corso dei secoli è stato ampliato fino al XVII secolo quando la struttura ha assunto un aspetto non dissimile da quello attuale. Ancora nel 1960 l’enorme complesso del castello risultava abitato, e, articolato com’è in due cortili, fungeva da centro della contrada. Nel castello erano posti e funzionanti l’ufficio postale, la caserma dei carabinieri e la scuola. Il terremoto del 1968 ha danneggiato molto gravemente l’intera struttura che negli anni successivi ha conosciuto un periodo di crescente abbandono che ha portato, nel 1998, al crollo della torre medievale.

Baglio di Inici

Sul monte Inici si trova l’interessante, maestosa mole di una struttura rurale fortificata, detta baglio o castello, costruita, secondo la tradizione, nel sito della mitica città di Inico. Il primo nucleo risale probabilmente al secolo VIII ma le strutture vennero ampliate ed ingrandite nel corso dei secoli fino ad assumere nel secolo XVII l’assetto attuale ad opera dei Gesuiti ai quali fu donato il feudo su cui insiste il baglio, assieme alla chiesetta della Madonna della Mendola, costruita intorno al 1574. I Gesuiti resero questo vastissimo feudo una delle aziende agricole più produttive della Sicilia; dopo la loro cacciata, nel 1767, il baglio fu acquistato da privati e fino al terremoto del 1968 fu abitato da una comunità di contadini.
Sebbene in stato di estremo degrado oggi si possono ancora ammirare i due cortili comunicanti e quanto rimane delle torri, degli ambienti interni e della chiesetta dalla quale provengono gli affreschi settecenteschi, opera del trapanese Domenico La Bruna, conservati presso la chiesa Madre di Castellammare del Golfo.

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3 h 40 min
Duration
13,2 Km
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Sentiero Tre Portelle – Fossa del Bove

The itinerary starts from the center of Castellammare del Golfo the seaside town, located on the slopes of the mountainous complex of Mount Inici, which gives the name to the homonymous gulf and bordered to the east by Capo (cape) Rama and to the west by Capo (Cape) San Vito.

 

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Built in the 19th century on a previous Arab fortification, its name comes from the Arab-Norman Castle overlooking the gulf, until recently lapped by the sea. Castellammare was born as a port of the nearby Segesta and, until around the middle of the 20th century, it preserved its commercial importance. In the past fishing was one of the most important economic activities, considering also the activities linked to the nearby tonnare (tuna-fishing factories): the Tonnara del Secco, Tonnara di Scopello, Tonnara dif Castellammare and Tonnara Magazzinazzi in the mid-1980s were active. Over time, fishing and, partly, agricultural production, traditional sources of livelihood for local communities, have progressively given way to tourism-related activities, such as hotels, bed and breakfast facilities, restaurants, diving centers, car and bike rentals, guided tours, sea excursions and much more to the point that Castellammare del Golfo is one of the most popular tourist destinations in the province of Trapani.

In order to reach the Belvedere, where a breathtaking view can be enjoyed, hikers have to climb along the eastern side of Mount Inici, towards the Chiesa della (Church of the) Madonna delle Scale, a small place of worship (recently restored), situated on a small hill overlooking the port, which gets its name from the conformation of the terrain that slopes gently towards the sea. The building up of the church is subsequent to a miraculous event dating back to the 17th century: the commemoration of this event takes place every September 8th when, in the small square of “Porta Fraginesi”, the traditional pasta with broadbeans (in the Sicilian language called “Li tagghiarini”) is served.

Close to the church the ancient Cappella di Sant’Alberto (chapel of St. Albert) and the Cappella della Madonna della Via (carved into the rock) are still visible. From the Belvedere, after the picnic area managed by the Forestale (State Forestry Corps), the route continues uphill until reaching Fossa del Bove, a clearing in a wooded area where has been identified an extremely rare plant (the Ptilostemon, a cardoon species) in 2010, the pond of Stagnone, where nearby fossil findings dating back to the middle Jurassic and to the lower Cretaceous were found, the forest area of Fontanelle, with the Rifugio (Refuge) Casa Alliata managed by the Forestale (State Forestry Corps), the wood of Vaccaria, characterised by shrubs and bushes such as the bramble, the Butcher’s broom, the ivy, the wormwood, the blackthorn, the hawthorn, the dog rose and the broom and, in open areas, by the euphorbia, the dwarf palm, the sumac, the ferula and the peony. There are also diverse mammals, such as foxes, hedgehogs, wild rabbits and weasels, as well as raptors, including buzzards, kestrels, peregrine falcons, barn owls, owls and scops owls.

The tour ends with a visit to the remains of the Castello di Inici (Castle of Inici), one of the most ancient in Sicily: its original core dates probably back to the 8th century and it was enlarged and renovated several times over the centuries, until the 17th century when it took the present appearance. Until the early 1960s, it was inhabited and, with its two courtyards, served as the center of the hamlet. A post office, a carabinieri barracks and a school were situated inside the castle. The 1968 earthquake damaged seriously the entire building; over the subsequent years, an increasing dereliction led to the collapse of the Medieval tower (in 1998).

Baglio di Inici

On the mount Inici is located an interesting and imposing fortified rural building, called “baglio (a typical Sicilian rural building with a spacious courtyard)” or castle, built, according to tradition, on the site of the legendary city of Inico. Its original core dates probably back to the 8th century and it was enlarged and renovated several times over the centuries, until the 17th century when it took the present appearance (when the fiefdom on which stands the castle was given to the Jesuit Order, together with the small church of the Madonna della Mendola, built around 1574). The Jesuits made this huge fiefdom among the most productive in Sicily; after their expulsion, in 1767, the “baglio” passed into private hands and until the 1968 earthquake it was inhabited by a community of peasants.
Today it is in ruins but visitors can still admire the two connecting courtyards and the remains of the towers, the internal environments and the small church (from where come the eighteenth-century paintings, works by the painter Domenico La Bruna from Trapani, kept in the main church of Castellammare del Golfo).

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