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“La Natura che genera armonia” è stato il tema dell’incontro che si è tenuto nella sede del Cai di Erice.

L’iniziativa, promossa dalla Sottosezione del Club Alpino Italiano-Sezione di Petralia, con il patrocinio del Comune di Erice, si è svolta nella suggestiva location della terrazza panoramica allestita dai soci volontari nella sede di via Apollonis, da dove si può ammirare un panorama mozzafiato su Monte Cofano e su tutto il golfo di Bonagia.

L’incontro si è aperto con i saluti del referente del Cai di Erice Vincenzo Fazio, che ha parlato dei recenti lavori di riqualificazione autorizzati ed eseguiti nei locali della baita comunale, diventato un Punto di Accoglienza escursionisti del Cai.

Tra l’altro da Erice passa anche il Sentiero Italia CAI  come rimarcato dallo stesso Fazio, che ha ricordato anche i lavori di pulizia fatti lungo i percorsi del Monte e la sistemazione della nuova segnaletica per orientare gli escursionisti.

Nel corso della conferenza Angela Savalli, componente del Consiglio Direttivo della sottosezione Cai di Erice e dei Comuni Agroericino, ha poi parlato della rete sentieristica, illustrando le mappe dei vari itinerari.

I vari progetti sui percorsi, a partire dal recupero del sentiero delle mura elimo-puniche e dalla manutenzione straordinaria al bosco antico, sono invece stati al centro dell’intervento del vicesindaco del Comune di Erice Gianni Mauro, presente all’iniziativa assieme all’assessore al turismo Rossella Cosentino.

La conferenza è quindi entrata nel vivo con le relazioni di Vincenzo Garaffa, medico agopuntore ed esperto in medicina orientale, e di Anna Maria Grifo, anche lei medico agopuntore ed esperto in Qi Gong – Tai Ji Quan, che ha anche tenuto una performance di Qi Gong dell’oca selavatica tratta dal “Dayan Gong”, con un intervento finale sull efficacia terapeutica della montagnaterapia o bagno nella foresta.
Le buone prassi del CAI proseguono nell’intento di sviluppare ad Erice la cultura, la valorizzazione e la tutela della montagna anche attraverso eventi culturali dedicati.

Vedi i video  dell’incontro: Prima parte – Seconda parte – Terza parte

Nel 2020 il Club Alpino Italiano centrale ha individuato e riconosciuto la sede sociale della baita CAI Erice, come Punto di Accoglienza del Sentiero Italia CAI.

Spronati da questo prestigioso riconoscimento attribuito dal VPG Antonio Montani, i soci della Sottosezione CAI Erice e Agro Ericino hanno sviluppato, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, un importante progetto di valorizzazione delle aree verdi della montagna ericina.
Il progetto ha visto impegnati i soci volontari, per diversi mesi, nei lavori manuali di adeguamento e riqualificazione della baita sociale di via Piscina Apollinis, assegnata dal Comune in convenzione alla Sottosezione CAI di Erice.

i volontari del cai

Grazie all’impegno profuso dai volontari, oggi  il Cai di Erice può vantare una sede all’avanguardia in Sicilia nell’accoglienza in montagna, un vero e proprio Punto di Informazione Turistica dedicato ad escursionisti e trekker.

Sono stati allestiti:

  • un punto desk di accoglienza ed informazione turistica a tema naturalistico
  • un’area meeting promozionale dei percorsi naturalistici
  • una zona pernotto in stile rifugio
  • una grande veranda panoramica
  • una webcam live per ammirare in diretta il panorama

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I lavori per riqualificare la baita sono stati accompagnati anche dalla manutenzione della rete dei sentieri:

  • eliminazione della vegetazione infestante lungo i sentieri
  • ripristino della Segnaletica a norma CAI per favorire l’orientamento a chi pratica il trekking

L’installazione di una  grande pedana in legno attrezzata di panchine e tavoli invita i camminatori a fermarsi per ammirare lo splendido panorama sul golfo di Bonagia e su Monte Cofano.
Oggi, la terrazza panoramica è il fiore all’occhiello della Baita, il luogo più suggestivo dove i visitatori e i trekker possono tranquillamente sorseggiare un caffè o una birra (da distributori automatici), rilassarsi a leggere un libro (book-crossing) o degustare prodotti tipici preparati e serviti direttamente dai ristoratori di Erice con la formula take away e catering veloce.

Vedi anche la nostra webcam panoramica dalla Baita

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La Baita  si appresta a diventare anche un vero e proprio  Rifugio di montagna, in quanto sarà dotata di alcuni spartani posti letto, riservati prioritariamente al circuito dei 400.000 escursionisti soci CAI che vorranno fare tappa proprio ad Erice.
Sentieri mozzafiato, angoli naturali dove si respira il mito e la storia, scorci panoramici tra mare e montagna.
Erice, con le buone prassi portate dal Club Alpino Italiano, si appresta ed essere una brillante destinazione naturalistica, specializzata nel turismo escursionistico e ricca di incredibili spunti culturali.

Info e contatti su questo sito o attraverso la pagina Facebook del CAI Erice.

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Il Sentiero Italia (SI) è un sentiero escursionistico di lunga percorrenza lungo circa 6 880 km che attraversa le due grandi dorsali montuose della penisola italiana (Supramonte, Appennini e Alpi).

Il percorso, suddiviso in circa 400 tappe, parte dalla località di Santa Teresa di Gallura in provincia di Sassari e prosegue poi dalla Sicilia, partendo da Trapani, lungo tutta la dorsale appenninica e il versante meridionale delle Alpi fino a Muggia, in provincia di Trieste, utilizzando lunghi tratti di itinerari preesistenti quali la Grande Traversata delle Alpi, l’Alta Via dei Monti Liguri e la Grande Escursione Appenninica, attraversando in tutto 6 siti naturali UNESCO, 20 regioni e 360 comuni italiani.

L’idea originale nasce nel 1983 su intuizione di un gruppo di giornalisti e scrittori poi riunitisi nell’Associazione Sentiero Italia. In seguito, con la collaborazione del CAI, l’Associazione lancia poi nel 1995 l’evento CamminaItalia, aperto a tutti e guidato da Teresio Valsesia, Riccardo Carnovalini e Giancarlo Corbellini. Un gruppo di escursionisti parte dalla cittadina sarda di Santa Teresa di Gallura, in provincia di Sassari, per coprire gran parte del percorso in otto mesi. L’iniziativa è stata ripetuta nel 1999, questa volta con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Alpini.

Nel 2018 il Club Alpino Italiano annuncia, d’intesa con l’Associazione Sentiero Italia, l’intenzione di recuperare e rilanciare il tracciato rinominandolo Sentiero Italia CAI. L’iniziativa prevede la raccolta delle informazioni sullo stato attuale del percorso e la progettazione, programmazione e realizzazione di tutti gli interventi necessari per la percorribilità (manutenzione, posa della segnaletica).

Per maggiori info: http://sentieroitalia.cai.it/

La SottoSezione CAI di Erice e Agroericino ha avuto in assegnazione tre tappe del SI, cosi distinte:

Tappa 1: Trapani – Erice

Tappa 2: Erice – Custonaci

Tappa 3: Custonaci – Macari

I volontari del CAI Erice e Agroericino sono stati i protagonisti dei lavori di tracciatura, uniformata da cartelli segnavia colorati di rosso-bianco-rosso.

Presentato a Trapani, nella ex sala consiliare di Palazzo D’Alì, il documentario “Sutt’u picu ru suli”. Il docu-film è stato realizzato, col patrocinio della Cineteca del Club Alpino Italiano, dall’ autore e regista Fabrizio Antonioli, dirigente e ricercatore dell’Enea e direttore della scuola di alpinismo del Cai di Palermo. Il film ripercorre, utilizzando immagini molto suggestive, la storia dell’alpinismo in Sicilia a partire dagli anni Trenta, con riprese dall’ alto fatte con il drone, interviste e testimonial d’eccezione come Sandro Maraini. Molte delle scene sono state girate a monte Cofano, Marettimo ed a San Vito lo Capo.
L’iniziativa, organizzata dal Cai di Erice e Agroericino, si è aperta con l’intervento del reggente Vincenzo Fazio, che ha ringraziato l’ amministrazione comunale per avere ospitato l’evento. Alla proiezione, realizzata in Sicilia come anteprima, hanno preso parte, oltre il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, il consigliere nazionale del Cai Mario Vaccarella, il presidente del Cai Sicilia Giuseppe Oliveri e la presidente della sezione Cai di Petralia Filippa Spitale. L’autore e regista del film ha motivato la scelta dei monti del Trapanese e delle isole Egadi per le riprese rimandando alle loro caratteristiche, che rendono questi rilievi molto simili alle dolomiti. I monti di Trapani sono in grado di attrarre flussi di appassionati di questo segmento di turismo tematico, rispettoso dell’ ambiente, in cui la destinazione offre rispetto alle Alpi e agli Appennini condizioni di clima mite, oltre che la compresenza del mare.

 

Dopo il successo delle precedenti edizioni, dal 7 dicembre al 6 gennaio ritorna “EricèNatale – Il borgo dei presepi”. Un’esperienza unica, un modo originale per trascorrere in armonia e serenità i giorni dell’Avvento e delle festività natalizie, immersi in un’ambientazione da favola, ad Erice.

Un clima di festa, un’atmosfera magica e familiare, una miscela di tradizione, presepi artistici, decorazioni natalizie, prodotti tipici locali, artigianato, eventi per i più piccoli, spettacoli itineranti, mostre e concerti.  Adulti e bambini verranno trascinati in spettacoli itineranti che daranno spazio alla immaginazione. Si potrà passeggiare tra le vie acciottolate dell’antico borgo medievale e scoprire nella Piazza della Loggia le ricche idee regalo e le specialità tipiche gastronomiche ospitate nelle casette in legno dei “Mercatini di Natale” in una romantica scenografia.

Sarà tempo di zampogne con la  rassegna internazionale di musiche e strumenti popolari “Zampogne dal Mondo”, che si svolgerà, quest’anno, l’8 e il 9 dicembre. Quindici artisti, suonatori tradizionali e giovani interpreti di zampogne, gaite e cornamuse provenienti da regioni italiane e dall’estero scalderanno le strade del centro storico del paese.

Venticinque presepi saranno l’elemento centrale di EricéNatale.  Un itinerario attraverso scenari inconsueti,  un unico grande racconto della Natività tra fede e tradizione. Il pubblico avrà tra le mani un utile vademecum per conoscere i presepi messi in scena nel borgo medievale, di ogni forma e grandezza, dai più piccoli a quelli dalle dimensioni monumentali, localizzati ovunque, nei cortili aperti ai visitatori dai generosi proprietari. Sarà possibile ammirare presepi naif, natività barocche con i Re Magi,  natività in ceramica, presepi creati con i materiali più disparati, dai più semplici ai presepi d’autore, segno di creatività e di originalità della gente del luogo.

Negli spazi del Polo Museale “A. Cordici” di Erice sarà allestita la Mostra “RossoCorallo e l’Arte Presepiale del Maestro Platimiro Fiorenza”, presepi in corallo dell’ultimo dei maestri orafi corallai, patrimonio di conoscenze artigianali del popolo trapanese, inserito dall’Unesco fra i Tesori Umani Viventi.

Ad Erice la notte dell’ultimo dell’anno, si brinderà e si ballerà in piazza a ritmo di musica e si aspetterà il countdown per brindare al nuovo anno tra la meraviglia dei giochi pirotecnici. L’Epifania con i suoi simboli e le sue tradizioni, è una festa di rinnovamento e sarà rallegrata da laboratori, parate, tombolate teatrali per i più piccoli.

“ERICèNATALE– Il borgo dei presepi” è organizzato dal Comune di Erice e dalla Fondazione Erice Arte.  

Per informazioni www.ericenatale.it Pagina Facebook  Profilo Instagram EricèNatale.

 

Una risalita lungo il versante Nord occidentale della montagna di Erice passando dal sole di Martogna alla nebbia del borgo medievale. “L’abbraccio di Venere” che ha reso ancora più suggestiva l’escursione dei soci Cai tra le stradine acciottolate ed i sentieri del bosco della vetta. È stata davvero una giornata carica di emozioni e scorci mozzafiato su Trapani ed il mare delle Egadi. Il tutto condito dalle tante storie arrivate dal passato che hanno accompagnato il gruppo alla scoperta degli angoli più suggestivi del monte. La giornata di trekking per i soci ed i simpatizzanti del Cai di Erice è partita dall’area demaniale di Martogna, percorrendo inizialmente i sentieri del bosco di questo polmone ad un tiro di schioppo dal centro urbano di Trapani, immergendosi nei profumi della pineta e della macchia mediterranea del posto. Dopo essere passati dal recinto dei pony e degli asinelli il gruppo ha iniziato la risalita lungo il versante ovest della montagna, in direzione “Castellazzo”, un promontorio che domina Trapani ed il litorale di San Cusumano, per poi percorrere un reticolo di mulattiere e strade sterrate che un tempo collegavano Erice con il territorio della valle. Alcuni itinerari sono molto antichi, tant’è che è rimasto il soprannome di “vecchia strada romana” nel tratto che passa sopra Martogna dirigendosi verso pizzo Argenteria e la vetta del Monte. Secondo la tradizione in questo versante della montagna dal 249 al 241, durante le guerre puniche, si sono combattuti Romani e Cartaginesi. Uno scontro che dopo la battaglia delle Egadi vide affermare il dominio dei Romani sul mar Mediterraneo. Proseguendo la risalita lungo il lato Nord-Est della montagna il gruppo è arrivato nei pressi della torretta di San Nicola, per poi addentrarsi in una zona alberata fino al sentiero Cai 601 di Sant’Anna, dove il cammino è proseguiti verso il centro storico di Erice per arrivare, dopo essersi addentrati in una lecceta, fino a porta Trapani, l’ingresso del borgo medievale. Dopo una immancabile sosta per assaggiare le tipiche genovesi ed i dolci della tradizione conventuale ericina, gli escursionisti si sono diretti verso la sede del Cai di Erice di via Apollonis, percorrendo le vie acciottolate del borgo avvolte dalla nebbia. In una atmosfera a tratti quasi surreale. Ad accogliere il gruppo nella baita comunale il referente della sottosezione del Cai di Erice e dei Comuni dell’Agroericino Vincenzo Fazio, che ha riscaldato i partecipanti alla giornata di trekking offrendo del buon vino. E dopo il pranzo a sacco una raffinata grappa. Come sempre non sono mancati i momenti di condivisione del cibo e delle bevande. L’escursione è quindi ripresa scendendo verso il quartiere Spagnolo, per poi immergersi nei silenzi dell’antico bosco, passando da sotto le chiese di Sant’Antonio e Sant’Orsola per poi risalire verso il “piede dei diavolo”. Luoghi pieni di fascino, tra tante storie e leggende. Il tutto nel magico contesto del bosco avvolto dalla nebbia. Il che ha reso ogni scorcio particolarmente surreale. Da porta Spada l’itinerario è proseguito, lasciandosi alle spalle la chiesa medievale di Sant’Orsola, dalla via dell’Addolorata e successivamente dal sentiero che costeggia le millenarie mura elimo-puniche, passando dalle portielle, dalle lettere puniche e dai torrioni che un tempo presidiavano il centro abitato ericino. Da porta Carmine il gruppo si è diretto, sempre costeggiando la cinta muraria, verso la Matrice di Erice e da qui a porta Trapani per iniziare la discesa verso Martogna dal sentiero Cai 601. La parte finale dell’escursione è stata salutata da un tramonto da incanto sul mare delle isole Egadi, con il sole che ha salutato il gruppo del Cai di Erice lasciando nel cielo delle autentiche pennellate di arancione e glicine. Dopo avere superato il convento di Sant’Anna, che si erge su pizzo Argenteria, gli escursionisti hanno quindi fatto rientro a Martogna, con un bilancio di fine escursione niente male: circa tredici chilometri con un dislivello di circa 650 metri ed un tempo di percorrenza di poco più di sei ore. Con il gruppo che è sempre rimasto compatto e senza eccessivi sfilacciamenti. Se non per le fisiologiche soste fotografiche. Impossibile non scattare foto davanti a panorami così belli e suggestivi.

Testo a cura di Mario Torrente

Foto di Fabio Mario

 

 

Il Cai di Erice ha fatto tappa nella Riserva Naturale del Bosco della Ficuzza. I soci e simpatizzanti del Club Alpino Italiano, guidato da Rocco Chinnici, Monica Maria Cassetti e dal referente della sotto sezione ericina Vincenzo Fazio, hanno percorso i sentieri della grande area boschiva, alla scoperta delle bellezze e delle peculiarità storiche e ambientali di questa zona della Sicilia occidentale. L’escursione è partita dalla ex stazione di Ficuzza, per percorre inizialmente quella che un tempo era l’antica strada ferrata. È il tratto Godrano-Ficuzza-Ponte Drago, della linea che collegava Burgio, in provincia di Agrigento, con la stazione di Sant’Erasmo a Palermo. Da qui un tempo passavo i treni che collegavano queste zone nel cuore della Sicilia. La ex ferrovia è stata riconvertita in pista ciclabile e si può percorre in bici ed a piedi facendo una passeggiata davvero suggestiva camminando o pedalando nel verde. Ed ancora, tra i grandi alberi che avvolgono completamente escursionisti e ciclisti, si intravedono le vecchie tabelle ed una parte della struttura in legno dei binari poggiati di fronte ad un muro di contenimento dove sono ben visibili dei grandi archi. Il colpo d’occhio, attraversando questo tratto, è molto particolare. Altro momento molto suggestivo, per il contrasto tra luci ed ombre, è il passaggio nel tunnel della ex linea ferroviaria, la galleria “Portella di Cervo”. Il gruppo, dopo avere superato un altare dedicato a Santa Barbara, si è diretto verso il “Pulpito del Re”, un trono scolpito sulla roccia arenaria che il re Ferdinando IV di Borbone usava per cacciare stando seduto mentre i battitori spingevano le prede verso di lui. Un luogo decisamente suggestivo, avvolto nel verde dove non sono mancate le foto di gruppo ed i selfie. Nei pressi di questa “poltrona” reale, con tanto di scalinata, si trova un belvedere che si affaccia sulla Riserva naturale dominata da rocca Busambra. Qui si resta colpiti dal panorama che si può ammirare da questa “veranda” sulla “Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago”, area protetta della Regione Siciliana, istituita nel 2000, la cui gestione è affidata all’Azienda Foreste e che si estende su una superficie di circa 7.398 ettari. L’escursione è quindi proseguita tra i sentieri addentrandosi nel bosco, in un contesto molto particolare, caratterizzato da grandi querce, i tronchi avvolti dal muschio e molte specie di funghi che hanno accompagnato la giornata di trekking del Cai di Erice in un itinerario ad anello di circa dieci chilometri. Tra i passaggi più particolari, l’arrampicata su un piccolo promontorio roccioso che ha regalato una vista a 360 gradi sul bosco, dominata da Rocca Busambra, con i suoi 1613 metri la cima più alta della catena dei monti Sicani e di tutta la Sicilia occidentale.Ed ancora, tra sentieri avvolti nel verde, canyon ed un’atmosfera dominata dai profumi e dai colori del bosco in autunno, ma con una luce e temperature decisamente primaverili, il trekking del Cai per il Bosco di Ficuzza, è proseguito fino ai laghetti coda di Riccio, dove il gruppo si è concesso un picnic nel prato verde a pochi metri dal grande invaso attorno al quale a cui si è sviluppata una fitta vegetazione, che ospita numerosi anfibi e uccelli acquatici. Anche questo è il regno delle querce. Ma qui si trova un esemplare monumentale di Quercus suber, con un’età stimata di circa 400 anni. Dopo il pranzo a sacco, che è stata anche l’occasione per assaggiare della frutta martorana fatta in casa ed ascolta una lettura proposta da Monica Maria Cassetti, componente del Consiglio direttivo della sottosezione del Cai di Erice e dei Comuni dell’Agroericino, l’escursione è proseguita per circa altri due chilometri e mezzo, sempre nel fitto bosco, per arrivare a Ficuzza alla “Casina Reale di cacci” fatta costruire da re Ferdinando I. Il bosco di Ficuzza era infatti la riserva di caccia del sovrano. Ed attorno al monumentale edificio, bellissimo ed imponente, che tanto ricorda ben più note e imponenti regge, è sorto il borgo di Ficuzza, dominato dalla “Casina di caccia” e dal suo grande prato verde. Che assicura un colpo d’occhio e scatti unici. Qui, con una ultima foto di gruppo con tanto di bandiera, si è conclusa la prima giornata di escursione del Cai di Erice nella Riserva del bosco di Ficuzza che è proseguita l’indomani con la risalita nella cima di Rocca Busambra, sempre guidata da Rocco Chinnici e Monica Maria Cassetti. Rocca Busambra è una delle montagne più belle della Sicilia, con la sua poderosa parete nord che domina il Bosco della Ficuzza. Questo suggestivo rilievo è è caratterizzata da un’infinità di canaloni che solcano la parete rocciosa, detti localmente “ciacche”. L’itinerario in linea è partito dall’estremità orientale della Rocca. Il gruppo ha percorso il sentiero verso ovest per piano Tramontana, arrivando cosi in una zona di pendii dolci che salgono, senza traccia obbligata, verso una spalla rocciosa che prosegue ‐ seguendo il ripido bordo della parete ‐ la cresta della Rocca fino a giungere ad una zona semi pianeggiante che conduce ad uno spiazzo poco sotto la vetta. Gli escursionisti sono quindi arrivati alla cima di Rocca Busambra, ad una altezza di 1.613 metri, godendo di una vista panoramica molto bella e spettacolare che abbraccia quasi tutta la Sicilia, dall’Etna alle Isole Egadi.

Domenica all’insegna dei profumi del bosco di Angimbè per i soci ed i simpatizzanti del Cai di Erice che hanno percorso i sentieri della sughereta, tra querce, arbusti e tante essenze arboree. L’area, gestita dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, custodisce oltre 700 specie botaniche e svariati vertebrati. Si tratta di una delle ultime e meglio conservate quercete della provincia di Trapani, la più grande della Sicilia occidentale. Durate l’escursione i gruppo ha percorso i vari sentieri, arrivando fino alla torretta della Forestale, da dove si può ammirare un panorama davvero mozzafiato circondati dal verde. Un “viaggio” a cui hanno fatto da contorno i tanti uccelli che volano nei cieli di Agimbè ed i funghi che crescono nel sottobosco con l’ornitologo Francesco Adragna ed il naturalista Stefano De Gaetano, entrambi dell’associazione “Bosco Angimbè”, che hanno illustrato le tante peculiarità delle specie presenti in questo grande bosco tutto da scoprire ma dove, purtroppo, sono ancora evidenti le ferite del terribile incendio che un anno fa ha devastato circa settanta ettari delle sughereta, facendo notevoli danni. I tronchi delle querce sono ancora anneriti e molte tabelle con le indicazioni sono andate distrutte. querce_bosco_angimbeFortunatamente la natura sta reagendo, ed il verde piano piano piano si sta riappropriando del sottobosco e delle chiome degli alberi. Durante gli oltre otto chilometri di escursione i soci ed i simpatizzanti del Cai si sono cimentati, con i binocoli, nel birdwatching, l’osservazione delle numerose specie di uccelli presenti, spiegati magistralmente da Francesco Adragna. Spazio alle foto anche per i tanti funghi, con Stefano De Gaetano che ne ha illustrato le caratteristiche, distinguendo le specie commestibili da quelli tossici. L’escursione è partita dal Centro didattico gestito dall’associazione “Bosco Angimbè”, impegnata nel portare avanti diverse iniziative nell’ottica dell’educazione ambientale e della valorizzazione del territorio. Il luogo ideale dove passare qualche ora di relax nell’area attrezzata dotata di tavoli da pic-nic oltre che di giochi per bambini. Il tutto completamente avvolto nel verde in una vera e propria oasi di pace e quiete. Da qui parte la mulattiera che, dopo una discesa immersa nella macchina mediterranea, si addentra nel bosco, tra querce da sughero, lecci ed altri alberi ed arbusti, come la roverella, il frassino, il pioppo, il carrubo, l’olivastro ed il corbezzolo, con i suoi squisiti frutti colorati. Ed ancora l’erica, il cisto ed il pungitopo, arbusti sempre verde che cresce nei sottoboschi delle leccete e delle pinete, facilmente distinguibile per le caratteristiche bacche rosse utilizzate come ornamento natalizio. Ma qui si trova anche il mirtillo e tante essenze arboree che accompagnano gli escursionisti in un trekking davvero da non perdere tra i profumi ed i silenzi del bosco Angimbè, il cui nome ha origini araba e significa “dentro la gebbia”, ovvero la vasca di pietra dove si trova l’acqua. Da sempre fonte di vita per tutti. E durante il tragitto, il gruppo è passata da un invaso con al suo interno rane e rospi. Del resto questa sughereta è la “casa” di molti animali, a partire dai mammiferi, come la lepre, la donnola, l’istrice, il riccio, il coniglio selvatico e la martora. Ma anche il regno di tante specie di uccelli, come il falco pellegrino, la poiana ed il gheppio. Ma anche del gufo, della civetta e del barbaggiani. Insomma, un bosco ricco di vita e davvero tutto da scoprire camminando e respirando lentamente, aprendo i sensi ai doni di madre natura, da osservare in ogni suo angolo con gli occhi del cuore. Cielo compreso, dove gli uccelli accompagno in volo gli escursionisti alla scoperta di questo angolo di Sicilia capace di regalare un senso di pace e quiete davvero impareggiabile. Sensazioni che hanno caratterizzato l’escursione del gruppo Cai di Erice, che si sono immersi in un contesto molto particolare, complice anche un giornata autunnale dopo le abbondanti piogge del giorno precedente. Il che ha esaltato ancora di più i profumi del bosco e l’odore delle terra, ancora umida per la pioggia. Un trekking condito anche dagli squisiti corbezzoli raccolti e subito assaggiati dagli escursionisti. La giornata all’insegna delle bellezze paesaggistiche e naturalistiche nella sughereta si è conclusa con un pranzo a sacco nel Centro didattico dell’associazione “bosco Angimbè” accompagnato da buon vino e miele prodotto in loco. Un finale, insomma, all’insegna dei buoni sapori e della gastronomia che non può mancare mai nei trekking delle terre di Sicilia. Dove le bellezze di madre natura si uniscono sempre alle prelibatezze ed alle peculiarità dei prodotti  locali. Un valore aggiunto che riesce sempre a fare la differenza.

Mario Torrente

 

(foto Mario Torrente)

Sabato 6 ottobre, alle 17.00, presso il Complesso Monumentale di San Pietro a Marsala, si terrà la cerimonia di lancio e presentazione alla stampa del 1° Cammino Internazionale dell’Antica Trasversale Sicula. Durante l’incontro saranno illustrati i contenuti e le tappe di uno dei percorsi considerati tra i più lunghi ed antichi d’Europa. Sarà inoltre presentato per la prima volta il logo prescelto per identificare un Cammino che ambisce ad essere una meta imperdibile per i globetrotter di tutto il mondo.
L’iniziativa ha ottenuto il riconoscimento dell’Anno Europeo del patrimonio culturale 2018 ed è promossa dall’Associazione Trasversale Sicula, in partnership con l’UNPLI Sicilia e ASTES. L’obiettivo è promuovere la conoscenza e la valorizzazione di un tracciato dalle origini antichissime. Giornalisti e camminatori saranno accolti nello scenografico complesso della cittadina trapanese dai responsabili dell’Associazione Trasversale Sicula, dai rappresentanti dell’Assessorato Regionale al Turismo e dal Sindaco di Marsala, dott. Alberto Di Girolamo. Il brindisi all’iniziativa sarà offerto dalla Fazio Wines.

Il Cammino collettivo condiviso avrà come protagonisti residenti ed escursionisti provenienti da tutto il Mondo, tra i quali ci sarà come ospite di eccezione, anche lo scrittore Martín Guevara Duarte, nipote del Che ed esperto camminatore.
I partecipanti di questo lungo viaggio, della durata di oltre 40 giorni, ripercorreranno antichi tracciati, tagliando trasversalmente l’Isola e raggiungendo ben 8 province, 55 comuni, 6 parchi archeologici, 47 siti di interesse storico-archeologico-monumentale, 1 Parco e 7 riserve naturali, innumerevoli musei, centri storici e insediamenti rurali tradizionali.
Il Cammino partirà il giorno dopo, domenica 7 ottobre dall’Isola di Mozia. Per partecipare al Cammino o per saperne di più si può consultare il sito www.trasversalesicula.it .

Prende il via a Custonaci, dal 14 al 16 settembre, Regina Pacis – Faro di Pace nel Mediterraneo, iniziativa organizzata dal Comune di Custonaci con il patrocinio dell’Ars, della Presidenza, dell’Assessorato al Turismo, Sport, Spettacolo e quello ai Beni Culturali della Regione Siciliana, in collaborazione con la Fondazione Piccolo di Calanovella, la Fondazione Buttitta e l’Assostampa Sicilia.

Tre giorni di eventi con talk show, concerti, momenti religiosi, degustazioni nel centro storico di Custonaci e al Parco Cerriolo. Si inizia venerdì 14 settembre, alle ore 18.00, nello scenario del Parco Cerriolo dove si erge la statua marmorea della Regina Pacis, un mix di devozione e arte con la svelatura di un’altra stazione marmorea della Via Crucis realizzata dallo scultore Giuseppe Cortese. Nel Parco Cerriolo si vive infatti un’importante esperienza di fede, una vera e propria Via Crucis con opere in marmo, un percorso che si compone di “stazioni”, ovvero tappe che ripercorrono il doloroso cammino di Gesù Cristo che culmina con la crocifissione sul Golgota. parco_cerriolo_via_crucisLa svelatura sarà accompagnata dal “Concerto lirico al tramonto” della Corale Parrocchiale “Et Ero Custos”, diretta dal Maestro Mario Giurlanda. Alle ore 21.00, un evento speciale presentato dalla giornalista di Tgr Sicilia Tiziana Martorana: la cerimonia di premiazione del Premio Riviera dei Marmi, ai Giardini Comunali della Villa, aperti al pubblico per la prima volta. Istituito dal Comune di Custonaci nel 1964, l’ultima edizione del premio risale al 1968, si tratta di un’occasione per scoprire il variegato panorama culturale siciliano e non solo alla ricerca dell’eccellenza.

Il 15 settembre, alle ore 21.00, in Piazza Municipio sarà la volta del talk show “Valorizzazione dei beni culturali nel territorio custonacese” con interventi di antropologi, archeologi, storici, esperti, come Ignazio Buttitta, Ferdinando Maurici, Alberto Scuderi. Alle ore 22.00, in Piazza Municipio un concerto dell’orchestra di fiati Maria Santissima di Custonaci. La banda, diretta dal maestro Alessandro Vinci, è formata da 50 musicisti e ha partecipato a due prestigiosi concorsi nazionali raggiungendo ottimi risultati. Regina Pacis si concluderà domenica 16 settembre, con la firma, alle ore 9.00, presso la sede del Comune di Custonaci del patto di amicizia tra le Amministrazioni Comunali di Custonaci e di Favignana, propedeutico alla sigla di un patto di gemellaggio. L’obiettivo sarà quello di promuovere Maria SS. di Custonaci attraverso la riscoperta della sua storia, valorizzare il turismo religioso attraverso la visita a santuari, chiese e percorsi di culto per la conoscenza anche dei beni culturali, ambientali e paesaggistici dei rispettivi Comuni. Seguirà alle ore 10.00, una messa al Santuario di Custonaci. La sera, alle ore 22.00, uno spettacolo musicale in Piazza Municipio.

Le degustazioni con Odori e Sapori di Sicilia – La dieta Mediterranea

Tutti i giorni, dalle ore 18.00 alle 24.00, nel centro storico di Custonaci, sarà aperto anche un Villaggio Gastronomico sulla Dieta Mediterranea, con degustazione di busiate (al sugo di pecora, al ragù, al pesto alla trapanese), cous-cous, pizze fritte, cassatelle di tutti i gusti, “sfincie”.

Il sentiero Cai 606 e la Riserva di Monte Cofano

Il Parco del Cerriolo, a 158 metri di altezza sul mare, è una delle zone più affascinanti del territorio di Custonaci, dove al crepuscolo si possono ammirare dei suggestivi tramonti sul mare che regalano un autentico spettacolo di colori. Si trova a poca distanza dal Santuario di Maria Santissima di Custonaci, che si può raggiungere a piedi in meno di dieci minuti, ritrovandosi così immersi nel centro storico della città dei marmi. sentiero_cai_606_cerriolo-cofanoMa dal Parco del Cerriolo parte anche il sentiero Cai 606 da dove, in poco meno di un’ora, si può raggiungere la Riserva di Monte Cofano. Lungo l’itinerario si passa dalla grotta Mangiapane dove, durante le festività natalizie, viene allestito il presepe vivente. Una volta arrivati alle pendici di monte Cofano è possibile percorrere l’itinerario costiero che da Cornino porta al golfo di Macari passando per la Torre di San Giovanni e da quella di  Cofano, dove un tempo si trovava una importante tonnara. Da qui è possibile intraprendere diversi itinerari, costeggiando il litorale per arrivare a Macari e quindi a San Vito lo Capo, oppure risalire lungo il versante Nord Est di Cofano per arrivare fino alla cima a 651 metri di altezza sul mare, godendo di un panorama  mozzafiato sul golfo di Bonagia e Monte Erice. Ma dopo essere risaliti nella “sella” del promontorio ed avere raggiunto gorgo Cofano gli escursionisti possono anche rientrare a Cornino oppure percorrere l’antica mulattiera della scaletta Maruzza, sicuramente uno dei più belli e suggestivi della zona dell’Agroericino.