Il CAI Erice accoglie la sezione di Santo Stefano Quisquina. Intersezionale alla scoperta dei sentieri ericini

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Fine settimana all’insegna della scoperta delle bellezze e del patrimonio naturalistico di Erice per i soci del Cai di Santo Stefano Quisquina che hanno partecipato all’escursione intersezionale organizzata con il Cai di Erice che si è aperta sabato 11 maggio con un trekking urbano guidato da Mario Torrente. In questo primo momento il gruppo proveniente dai Monti Sicani ha visitato il cento storico della cittadina del Monte, passando per la zona delle Torri del Balio, le strade selciate del borgo medievale, i suoi monumenti, le numerose chiese, visitando anche il Real Duomo e degustando le prelibatezze della pasticceria conventuale. La prima giornata ericina si è conclusa con un meraviglioso tramonto da Porta Spada, lungo le Mura Ciclopiche per poi visitare la sede del Cai. Dopo la cena conviviale, la serata si è conclusa con una passeggiata nella zona panoramica che guada verso Trapani e la sua piana.

La giornata di domenica è stata dedicata ad una escursione ad anello lungo i sentieri della montagna di Erice partita da Porta Trapani per immergersi, subito dopo le immancabili foto con le bandiere, nel bosco di Erice e percorrendo l’itinerario delle Mura Elimo-Puniche, da dove passa il Sentiero Italia del Cai. Il primo chilometro dell’escursione è stato un tuffo nella storia lungo la ultra millenaria cinta muraria, con i suoi massi megalitici, le postierle e le lettere puniche, dove si intrecciano tanti miti e leggende. A fare da “cicerone” Mario Torrente, che ha accompagnato il gruppo assieme ad Angelo Pizzo, della sottosezione del Cai di S. Stefano Quisquina, Vincenzo Fazio, presidente del Cai di Erice, e la collaborazione di Monica Cassetti e di Roberta Zaccarini, del Cai di Erice.

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Dopo avere percorso alcuni sentieri del bosco di Erice, passando da Porta Carmine, Porta Spada, il Piede del Diavolo ed il Quartiere Spagnolo, il cammino dei soci Cai è proseguito nel versante settentrionale della montagna di Erice, con panorami mozzafiato nel golfo di Bonagia e sull’Agroericino. Il cammino si è snodato per le antiche vie di collegamento del Monte, dove ancora si possono vedere le scalette di pietra le originarie pavimentazioni percorse per tanti secoli, come quelle della mulattiera di Porta Castellammare che si affaccia sul versante dei Runzi. Il gruppo è anche passato da alcuni punti suggestivi, come sotto la Torretta Pepoli ed il Castello di Venere, ammirando da prospettive uniche l’acrocoro dove un tempio sorgeva il santuario della dea dell’amore.

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Ai soci di S. Stefano di Quisquina sono stati anche mostrati alcuni ciliegi canini ed una antichissima quercia virgiliana, piante oggetto di interventi di salvaguardia, assieme ad altre azioni di tutela ambientale, tra cui c’è pure il recupero di vecchi sentieri e la realizzazione di nuovi percorsi, nell’ambito di un progetto di valorizzazione delle aree che fanno parte della Rete Natura 2000. Una programmazione sicuramente importante per il patrimonio ambientale della montagna di Erice di cui ha parlato, durante una sosta davanti i ciliegi canini, il presidente del Cai di Erice Vincenzo Fazio e Giacomo Coppola, esperto agroforestale e socio Cai che sta collaborando con le imprese e con il progettista Gianluigi Pirrera nell’esecuzione dei lavori.

Da qui i soci del Cai di S. Stefano Quisquina, assieme a quelli della sezione di Erice, hanno proseguito lungo il versante dei Runzi, caratterizzato da meravigliosi panorami su Monte Cofano ed il golfo di Bonagia resi ancora più suggestivi da una fantastica luce che ha risaltato ancora di più i colori del paesaggio. Arrivati a circa 500 metri di altezza, è iniziata la risalita lungo il sentiero di Porta Castellammare, da poco ripulita dopo i lavori disposti e finanziati dal Cai di Erice. Il gruppo ha quindi fatto la pausa pranzo nella sede di via Apollinis, punto di accoglienza del Sentiero Italia del Cai, per poi proseguire l’escursione nel bosco di Erice e passando nel versante che guarda invece verso Trapani e la sua piana. Un panorama reso decisamente unico dalla Riserva delle Saline e dalle isole Egadi. Da qui il gruppo si è addentrato in una lecceta sotto il centro abitato per poi arrivare a Porta Trapani, chiudendo così l’anello iniziato la mattina e concluso dopo circa sei ore di escursione in un “viaggio” tra natura, bellezze paesaggistiche, storia, mito e leggenda. Reso ancora più affasciante dai racconti che, passo dopo passo, accompagnano i camminatori alla scoperta dei tanti segreti di Erice.