Progetto ERMES a Erice: trekking e biodiversità con il CAI e il Liceo Fardella-Ximenes
di Daniela Scarsi
Venti studenti del Liceo Fardella-Ximenes di Trapani hanno partecipato a “I passi di Ermes verso le vette di Erice”: un percorso di educazione ambientale e apprendimento esperienziale tra escursioni, ricerca sul campo e attività in montagna.
Imparare camminando, osservare la biodiversità e scoprire il valore della montagna come bene comune. Sono questi i temi al centro del progetto “I passi di Ermes verso le vette di Erice”, che ha coinvolto 20 studenti delle classi terze e quarte del Liceo Fardella-Ximenes di Trapani, in collaborazione con il CAI Erice e il CAI Scuola.
Avviato il 30 settembre 2026 alla Baita CAI Erice, punto di accoglienza del Sentiero Italia CAI, il percorso è proseguito il 3 e 4 ottobre con un trekking di due giorni e pernottamento in baita. Un’occasione per integrare la formazione scolastica con l’esperienza diretta del territorio.
Il progetto ERMES: cultura, scienza e rispetto della montagna
Finanziato dal CAI attraverso il bando ERMES 2026 — Educazione e Responsabilità per la Montagna attraverso l’Escursionismo Scolastico, il progetto è stato sviluppato come un laboratorio interdisciplinare, capace di unire la cultura umanistica alla ricerca scientifica sul campo.
Ermes, dio dei viaggiatori e delle strade, è diventato il simbolo di un cittadino responsabile: una persona che attraversa il territorio con rispetto, impara a conoscerlo e contribuisce alla sua salvaguardia.
Questa prospettiva ha accompagnato anche l’attenzione ai comportamenti sostenibili, con la promozione di pratiche plastic free, come l’uso della borraccia per ridurre il ricorso alla plastica monouso.

Trekking a Erice e biodiversità: imparare sul campo
Il cammino si è trasformato in un’esperienza di scienza partecipata. Divisi in gruppi, gli studenti hanno svolto attività di osservazione e riconoscimento, imparando a comprendere il valore della biodiversità locale e l’importanza dei servizi ecosistemici, cioè i benefici che gli ecosistemi offrono alle persone.
I sentieri e gli ambienti naturali di Erice sono diventati così un’aula all’aperto, dove mettere in relazione le conoscenze scolastiche con ciò che si incontra e si osserva.
Le attività didattiche interattive, basate su metodologie come jigsaw, gamification e IBSEE, hanno stimolato curiosità, collaborazione e partecipazione. L’uso della cartografia e l’osservazione del cielo stellato hanno arricchito il percorso, offrendo ulteriori occasioni di scoperta e apprendimento.

Arrampicata e partecipazione a “Erice, Outdoor e Biodiversità”
L’esperienza ha incluso anche un’attività di arrampicata su parete artificiale in piazza Zichichi, allestita in occasione di “Erice, Outdoor e Biodiversità”, l’evento svoltosi dal 2 al 4 ottobre per celebrare i dieci anni del CAI Erice.
Il progetto scolastico si è così intrecciato con le iniziative dell’anniversario, mettendo in relazione educazione ambientale, attività all’aperto e conoscenza del territorio.

Il gruppo di lavoro del CAI Erice
A presentare il programma nell’incontro del 30 settembre e a curare il progetto è stato un gruppo di lavoro composto da sette soci del CAI Erice:
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Giuseppa Barbera, docente del Liceo Fardella-Ximenes di Trapani e referente CAI Scuola;
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Vincenzo Fazio, presidente della sezione CAI Erice;
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Angelo Giarratano, ASAG;
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Salvatore Sanfilippo, ASAG;
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Giovanni Garofalo, ASE;
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Vitalba Lombardo, ASE;
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Leonardo Rodolico, esperto naturalista.
Outdoor education e Agenda 2030: la montagna come bene comune
Il percorso ha mostrato il valore dell’outdoor education, l’educazione all’aperto, come metodo capace di coinvolgere attivamente gli studenti attraverso l’esperienza, l’osservazione e il lavoro di gruppo.
“I passi di Ermes verso le vette di Erice” ha unito conoscenza e responsabilità, invitando i giovani a riconoscere la montagna come bene comune e risorsa vulnerabile da proteggere, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030.



