Escursione nel Parco dei Nebrodi tra Soro e Maulazzo

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Escursione nel Parco dei Nebrodi tra Monte Soro e lago Maulazzo

di Donatella Donati

Due giorni sui Nebrodi, il 31 ottobre e il 1° novembre, tra faggete autunnali, laghetti e momenti di convivialità. Accompagnati da Giovanni Garofalo e Sergio Venza, abbiamo esplorato i dintorni di Monte Soro e del lago Maulazzo, adattando le partenze e le soste alle previsioni di pioggia.

La prima escursione nel Parco dei Nebrodi è iniziata di buon mattino, per approfittare delle ore prima della pioggia prevista dalla tarda mattinata. Abbiamo lasciato le auto alcune centinaia di metri oltre Portella Femmina Morta, il punto di partenza indicato nel programma iniziale.

Durante la salita verso Monte Soro ci ha accolti qualche raggio di sole. Le chiome gialle e arancioni dei faggi e il tappeto di foglie sul terreno ci hanno immersi nei colori dell’autunno. Il percorso alternava strada sterrata e sentiero, sempre all’interno della faggeta.

Un anello intorno a Monte Soro

Prima che il cielo si coprisse del tutto, la luce filtrava tra i tronchi creando ombre e riflessi nel bosco. L’ultimo sprazzo di sole ci ha accompagnati al laghetto di Monte Soro, poco sotto la vetta, in un pianoro circondato dagli alberi: qui ci siamo fermati per una foto di gruppo.

Una sosta per la foto di gruppo con la bandiera del CAI Erice e Agro Ericino.
Una sosta per la foto di gruppo con la bandiera del CAI Erice e Agro Ericino.

Abbiamo poi proseguito lungo un anello intorno alla vetta, attraversando Serra Intagli e Piano Basile, per ridiscendere verso le auto. Nell’ultima parte della camminata è arrivata una pioggia consistente, che abbiamo affrontato con l’attrezzatura preparata seguendo le raccomandazioni degli accompagnatori.

Su loro consiglio abbiamo rinviato la pausa pranzo fino al rientro al Nebris, Rifugio del Parco. Abbiamo mangiato all’aperto, sotto una tettoia, al riparo dalla pioggia.

La cena sociale al Nebris Rifugio del Parco

La sera ci siamo ritrovati per la cena sociale a Nebris Rifugio del Parco. Niccolò, gestore e tuttofare del rifugio, ci ha conquistati con la sua simpatia e con un menu originale e abbondante, a base di prodotti tipici biologici dei Nebrodi.

Abbiamo festeggiato il compleanno del nostro socio Vito Mazara con torta e spumante e visitato la gufaia di Niccolò, che ospitava tre gufi di specie differenti.

1 novembre al lago Maulazzo lungo la Dorsale dei Nebrodi

Anche per la seconda giornata le previsioni annunciavano pioggia dalla tarda mattinata. Siamo quindi partiti presto, seguendo la strada sterrata.

In cammino nella faggeta, tra foglie dorate e giochi di luce.
In cammino nella faggeta, tra foglie dorate e giochi di luce.

In cammino nella faggeta, tra foglie dorate e giochi di luce.della Dorsale dei Nebrodi, che in questo tratto coincide con il Sentiero Italia CAI. Attraversata la faggeta di Sollazzo Verde, abbiamo raggiunto il lago Maulazzo.

Il lago ci ha accolti con i colori dei faggi e delle querce riflessi nell’acqua. Una breve apertura tra le nuvole ha lasciato passare il sole, illuminando il paesaggio. Chi lo vedeva per la prima volta e chi già lo conosceva si è fermato ad ammirare lo spettacolo.

Il sentiero dei laghetti e i colori del sottobosco

Dopo aver percorso buona parte delle sponde del lago Maulazzo, abbiamo imboccato il sentiero dei laghetti. Una salita nella faggeta ci ha condotti ad altri piccoli specchi d’acqua naturali, alimentati dalle piogge e raccolti nelle radure del bosco.

Lungo il cammino, oltre ai colori delle foglie, hanno attirato la nostra attenzione numerosi funghi, diversi per forma e colore. Ci siamo soffermati a osservarli e fotografarli, incuriositi dai dettagli del sottobosco.

Il rientro e il pranzo nel Bosco di San Fratello

Il peggioramento del tempo ci ha fatto rinunciare alla pausa pranzo lungo il percorso. Siamo scesi nella faggeta, costeggiando la strada sterrata fino alle auto, con la pioggia ad accompagnare anche questa volta l’ultima parte dell’escursione. Le precauzioni degli accompagnatori e l’equipaggiamento consigliato ci hanno permesso di affrontare il rientro preparati.

L’esperienza condivisa in questi due giorni è stata così coinvolgente che alcuni di noi, liberi da impegni per la serata, hanno prolungato il piacere di stare insieme con un pranzo a base di prodotti tipici in una trattoria immersa nel Bosco di San Fratello.

Il ritrovo al rifugio, un altro momento della due giorni sui Nebrodi.
Il ritrovo al rifugio, un altro momento della due giorni sui Nebrodi.