Progetto ERMES a Erice: trekking e biodiversità con il CAI e il Liceo Fardella-Ximenes
Venti studenti del Liceo Fardella-Ximenes di Trapani hanno partecipato a “I passi di Ermes verso le vette di Erice”: un percorso di educazione ambientale e apprendimento esperienziale tra escursioni, ricerca sul campo e attività in montagna.
Imparare camminando, osservare la biodiversità e scoprire il valore della montagna come bene comune. Sono questi i temi al centro del progetto “I passi di Ermes verso le vette di Erice”, che ha coinvolto 20 studenti delle classi terze e quarte del Liceo Fardella-Ximenes di Trapani, in collaborazione con il CAI Erice e il CAI Scuola.
Avviato il 30 settembre 2026 alla Baita CAI Erice, punto di accoglienza del Sentiero Italia CAI, il percorso è proseguito il 3 e 4 ottobre con un trekking di due giorni e pernottamento in baita. Un’occasione per integrare la formazione scolastica con l’esperienza diretta del territorio.
Il progetto ERMES: cultura, scienza e rispetto della montagna
Finanziato dal CAI attraverso il bando ERMES 2026 — Educazione e Responsabilità per la Montagna attraverso l’Escursionismo Scolastico, il progetto è stato sviluppato come un laboratorio interdisciplinare, capace di unire la cultura umanistica alla ricerca scientifica sul campo.
Ermes, dio dei viaggiatori e delle strade, è diventato il simbolo di un cittadino responsabile: una persona che attraversa il territorio con rispetto, impara a conoscerlo e contribuisce alla sua salvaguardia.
Questa prospettiva ha accompagnato anche l’attenzione ai comportamenti sostenibili, con la promozione di pratiche plastic free, come l’uso della borraccia per ridurre il ricorso alla plastica monouso.

Trekking a Erice e biodiversità: imparare sul campo
Il cammino si è trasformato in un’esperienza di scienza partecipata. Divisi in gruppi, gli studenti hanno svolto attività di osservazione e riconoscimento, imparando a comprendere il valore della biodiversità locale e l’importanza dei servizi ecosistemici, cioè i benefici che gli ecosistemi offrono alle persone.
I sentieri e gli ambienti naturali di Erice sono diventati così un’aula all’aperto, dove mettere in relazione le conoscenze scolastiche con ciò che si incontra e si osserva.
Le attività didattiche interattive, basate su metodologie come jigsaw, gamification e IBSEE, hanno stimolato curiosità, collaborazione e partecipazione. L’uso della cartografia e l’osservazione del cielo stellato hanno arricchito il percorso, offrendo ulteriori occasioni di scoperta e apprendimento.

Arrampicata e partecipazione a “Erice, Outdoor e Biodiversità”
L’esperienza ha incluso anche un’attività di arrampicata su parete artificiale in piazza Zichichi, allestita in occasione di “Erice, Outdoor e Biodiversità”, l’evento svoltosi dal 2 al 4 ottobre per celebrare i dieci anni del CAI Erice.
Il progetto scolastico si è così intrecciato con le iniziative dell’anniversario, mettendo in relazione educazione ambientale, attività all’aperto e conoscenza del territorio.

Il gruppo di lavoro del CAI Erice
A presentare il programma nell’incontro del 30 settembre e a curare il progetto è stato un gruppo di lavoro composto da sette soci del CAI Erice:
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Giuseppa Barbera, docente del Liceo Fardella-Ximenes di Trapani e referente CAI Scuola;
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Vincenzo Fazio, presidente della sezione CAI Erice;
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Angelo Giarratano, ASAG;
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Salvatore Sanfilippo, ASAG;
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Giovanni Garofalo, ASE;
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Vitalba Lombardo, ASE;
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Leonardo Rodolico, esperto naturalista.
Outdoor education e Agenda 2030: la montagna come bene comune
Il percorso ha mostrato il valore dell’outdoor education, l’educazione all’aperto, come metodo capace di coinvolgere attivamente gli studenti attraverso l’esperienza, l’osservazione e il lavoro di gruppo.
“I passi di Ermes verso le vette di Erice” ha unito conoscenza e responsabilità, invitando i giovani a riconoscere la montagna come bene comune e risorsa vulnerabile da proteggere, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030.







L’ultimo fine settimana con pernotto sarà per l’escursione a Monte Speziale, nelle 
Da qui parte un percorso di trekking, mappato dal Cai, che permette di scendere lungo i sentieri che si snodano nel versante Nord Est della montagna di Erice, raggiungendo diversi siti, a partire dai “runzi”, zona chiamata così dai numerosi rovi dove, tra agosto e settembre, è possibile raccogliere le more. La discesa continua verso la chiesa rupestre di Sant’Ippolito, una delle tante che si possono trovare percorrendo i sentieri della montagna di Erice, come Santa Maria Maggiore, che si può visitare lungo l’itinerario, anch’esso caratterizzato dalle indicazioni del Cai, che conduce a porta Spada, passando per il bosco della Casazza. Da questo percorso è anche possibile raggiungere l’area demaniale di San Matteo e Bonagia, con la Torre della Tonnara che domina questa meravigliosa baia, con il suo piccolo porticciolo da dove, in estate, si possono ammirare dei meravigliosi tramonti sul mare. Oppure, sempre da Sant’Ippolito, è possibile scendere in direzione Valderice da Caposcale o tornare ad Erice dalla mulattiera di porta Castellammare che risale il costone di montagna che si trova sotto il Quartiere Spagnolo.
Da qui si può proseguire verso piazza San Giovanni e quindi tornare al punto di partenza della Torretta Pepoli, oppure addentrarsi nell’antico bosco di Erice, costeggiando le chiese medievali di Sant’Antonio e Sant’Orsola e le millenarie mura elimo puniche per terminare la passeggiata, in questa autentica oasi di pace davanti la Matrice, il duomo di Erice. Praticamente a porta Trapani, l’ingresso del borgo medievale della vetta. Ma scendendo dalla Torretta Popoli è possibile raggiungere il lato dei Difali, passando da sotto la rocca del Castello di Venere e ricollegandosi al sentiero Cai 601 che conduce dritto dritto al Santuario di Sant’Anna ed all’area demaniale di Martogna per arrivare quindi al centro urbano di Casa Santa, dove si trova la stazione di imbarco della funivia. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dalla Torretta Pepoli si aprono una serie di itinerari che offrono agli escursionisti la possibilità di fare delle passeggiate nella natura caratterizzate da panorami mozzafiato sull’hinterland sottostante, tra paesaggi dominati da un lato dal mare di Bonagia, dall’altro da quello di Trapani e delle isole Egadi, passando per l’Agroericino e le montagne che circondano questa piana dominata da una luce unica. La più vitata d’Europa, un territorio davvero tutto da scoprire.



Un tema che ha visto il Cai di Erice avanzare anche delle proposte per prevenire i roghi ricorrendo alle nuove tecnologie.
