Categoria: Eccellenze

Erice è la prima sezione del CAI che si insedia in provincia di Trapani. In questi anni il gruppo del Club Alpino, che è andato crescendo sempre più come numero di soci, è stato impegnato, oltre nell’organizzazione di molte escursioni e di diverse attività culturali nella sede comunale di via Apollinis, anche sul fronte della tutela dell’ambiente, della valorizzazione del patrimonio naturalistico e nella lotta agli incendi. Un impegno da parte dei soci, con in testa il reggente Vincenzo Fazio ed i componenti del Consiglio direttivo, che ha portato al riconoscimento da parte dei vertici nazionali del Cai. Un iter iniziato nel 2016 con la creazione di un primo presidio, per poi diventare sottosezione e adesso sezione autonoma. E sono diversi gli obiettivi che il Cai di Erice si prefigge. Tra le attività che saranno messe in campo c’è anche la montagna terapia.

Fonte: telesudweb.it

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A tutti gli amici presentiamo il programma delle attività autunno-inverno 2020-2021. Nel rispetto delle misure anti covid-19 la Sottosezione CAI di Erice e Agroericino propone un calendario ricco di escursioni tra i monti di Trapani e Palermo di livello T (turistico) ed E (escursionistico), cicloescursioni, il seminario e l’esercitazione di orientamento e molto altro.

… ritorniamo a camminare insieme con la consapevolezza che ogni passo è un’esperienza straordinaria!
… ritorniamo in mezzo alla natura per conoscerla e continuare ad averne sempre più cura!

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“La Natura che genera armonia” è stato il tema dell’incontro che si è tenuto nella sede del Cai di Erice.

L’iniziativa, promossa dalla Sottosezione del Club Alpino Italiano-Sezione di Petralia, con il patrocinio del Comune di Erice, si è svolta nella suggestiva location della terrazza panoramica allestita dai soci volontari nella sede di via Apollonis, da dove si può ammirare un panorama mozzafiato su Monte Cofano e su tutto il golfo di Bonagia.

L’incontro si è aperto con i saluti del referente del Cai di Erice Vincenzo Fazio, che ha parlato dei recenti lavori di riqualificazione autorizzati ed eseguiti nei locali della baita comunale, diventato un Punto di Accoglienza escursionisti del Cai.

Tra l’altro da Erice passa anche il Sentiero Italia CAI  come rimarcato dallo stesso Fazio, che ha ricordato anche i lavori di pulizia fatti lungo i percorsi del Monte e la sistemazione della nuova segnaletica per orientare gli escursionisti.

Nel corso della conferenza Angela Savalli, componente del Consiglio Direttivo della sottosezione Cai di Erice e dei Comuni Agroericino, ha poi parlato della rete sentieristica, illustrando le mappe dei vari itinerari.

I vari progetti sui percorsi, a partire dal recupero del sentiero delle mura elimo-puniche e dalla manutenzione straordinaria al bosco antico, sono invece stati al centro dell’intervento del vicesindaco del Comune di Erice Gianni Mauro, presente all’iniziativa assieme all’assessore al turismo Rossella Cosentino.

La conferenza è quindi entrata nel vivo con le relazioni di Vincenzo Garaffa, medico agopuntore ed esperto in medicina orientale, e di Anna Maria Grifo, anche lei medico agopuntore ed esperto in Qi Gong – Tai Ji Quan, che ha anche tenuto una performance di Qi Gong dell’oca selavatica tratta dal “Dayan Gong”, con un intervento finale sull efficacia terapeutica della montagnaterapia o bagno nella foresta.
Le buone prassi del CAI proseguono nell’intento di sviluppare ad Erice la cultura, la valorizzazione e la tutela della montagna anche attraverso eventi culturali dedicati.

Vedi i video  dell’incontro: Prima parte – Seconda parte – Terza parte

Nel 2020 il Club Alpino Italiano centrale ha individuato e riconosciuto la sede sociale della baita CAI Erice, come Punto di Accoglienza del Sentiero Italia CAI.

Spronati da questo prestigioso riconoscimento attribuito dal VPG Antonio Montani, i soci della Sottosezione CAI Erice e Agro Ericino hanno sviluppato, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, un importante progetto di valorizzazione delle aree verdi della montagna ericina.
Il progetto ha visto impegnati i soci volontari, per diversi mesi, nei lavori manuali di adeguamento e riqualificazione della baita sociale di via Piscina Apollinis, assegnata dal Comune in convenzione alla Sottosezione CAI di Erice.

i volontari del cai

Grazie all’impegno profuso dai volontari, oggi  il Cai di Erice può vantare una sede all’avanguardia in Sicilia nell’accoglienza in montagna, un vero e proprio Punto di Informazione Turistica dedicato ad escursionisti e trekker.

Sono stati allestiti:

  • un punto desk di accoglienza ed informazione turistica a tema naturalistico
  • un’area meeting promozionale dei percorsi naturalistici
  • una zona pernotto in stile rifugio
  • una grande veranda panoramica
  • una webcam live per ammirare in diretta il panorama

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I lavori per riqualificare la baita sono stati accompagnati anche dalla manutenzione della rete dei sentieri:

  • eliminazione della vegetazione infestante lungo i sentieri
  • ripristino della Segnaletica a norma CAI per favorire l’orientamento a chi pratica il trekking

L’installazione di una  grande pedana in legno attrezzata di panchine e tavoli invita i camminatori a fermarsi per ammirare lo splendido panorama sul golfo di Bonagia e su Monte Cofano.
Oggi, la terrazza panoramica è il fiore all’occhiello della Baita, il luogo più suggestivo dove i visitatori e i trekker possono tranquillamente sorseggiare un caffè o una birra (da distributori automatici), rilassarsi a leggere un libro (book-crossing) o degustare prodotti tipici preparati e serviti direttamente dai ristoratori di Erice con la formula take away e catering veloce.

Vedi anche la nostra webcam panoramica dalla Baita

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La Baita  si appresta a diventare anche un vero e proprio  Rifugio di montagna, in quanto sarà dotata di alcuni spartani posti letto, riservati prioritariamente al circuito dei 400.000 escursionisti soci CAI che vorranno fare tappa proprio ad Erice.
Sentieri mozzafiato, angoli naturali dove si respira il mito e la storia, scorci panoramici tra mare e montagna.
Erice, con le buone prassi portate dal Club Alpino Italiano, si appresta ed essere una brillante destinazione naturalistica, specializzata nel turismo escursionistico e ricca di incredibili spunti culturali.

Info e contatti su questo sito o attraverso la pagina Facebook del CAI Erice.

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Il Sentiero Italia (SI) è un sentiero escursionistico di lunga percorrenza lungo circa 6 880 km che attraversa le due grandi dorsali montuose della penisola italiana (Supramonte, Appennini e Alpi).

Il percorso, suddiviso in circa 400 tappe, parte dalla località di Santa Teresa di Gallura in provincia di Sassari e prosegue poi dalla Sicilia, partendo da Trapani, lungo tutta la dorsale appenninica e il versante meridionale delle Alpi fino a Muggia, in provincia di Trieste, utilizzando lunghi tratti di itinerari preesistenti quali la Grande Traversata delle Alpi, l’Alta Via dei Monti Liguri e la Grande Escursione Appenninica, attraversando in tutto 6 siti naturali UNESCO, 20 regioni e 360 comuni italiani.

L’idea originale nasce nel 1983 su intuizione di un gruppo di giornalisti e scrittori poi riunitisi nell’Associazione Sentiero Italia. In seguito, con la collaborazione del CAI, l’Associazione lancia poi nel 1995 l’evento CamminaItalia, aperto a tutti e guidato da Teresio Valsesia, Riccardo Carnovalini e Giancarlo Corbellini. Un gruppo di escursionisti parte dalla cittadina sarda di Santa Teresa di Gallura, in provincia di Sassari, per coprire gran parte del percorso in otto mesi. L’iniziativa è stata ripetuta nel 1999, questa volta con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Alpini.

Nel 2018 il Club Alpino Italiano annuncia, d’intesa con l’Associazione Sentiero Italia, l’intenzione di recuperare e rilanciare il tracciato rinominandolo Sentiero Italia CAI. L’iniziativa prevede la raccolta delle informazioni sullo stato attuale del percorso e la progettazione, programmazione e realizzazione di tutti gli interventi necessari per la percorribilità (manutenzione, posa della segnaletica).

Per maggiori info: http://sentieroitalia.cai.it/

La SottoSezione CAI di Erice e Agroericino ha avuto in assegnazione tre tappe del SI, cosi distinte:

Tappa 1: Trapani – Erice

Tappa 2: Erice – Custonaci

Tappa 3: Custonaci – Macari

I volontari del CAI Erice e Agroericino sono stati i protagonisti dei lavori di tracciatura, uniformata da cartelli segnavia colorati di rosso-bianco-rosso.

Presentato a Trapani, nella ex sala consiliare di Palazzo D’Alì, il documentario “Sutt’u picu ru suli”. Il docu-film è stato realizzato, col patrocinio della Cineteca del Club Alpino Italiano, dall’ autore e regista Fabrizio Antonioli, dirigente e ricercatore dell’Enea e direttore della scuola di alpinismo del Cai di Palermo. Il film ripercorre, utilizzando immagini molto suggestive, la storia dell’alpinismo in Sicilia a partire dagli anni Trenta, con riprese dall’ alto fatte con il drone, interviste e testimonial d’eccezione come Sandro Maraini. Molte delle scene sono state girate a monte Cofano, Marettimo ed a San Vito lo Capo.
L’iniziativa, organizzata dal Cai di Erice e Agroericino, si è aperta con l’intervento del reggente Vincenzo Fazio, che ha ringraziato l’ amministrazione comunale per avere ospitato l’evento. Alla proiezione, realizzata in Sicilia come anteprima, hanno preso parte, oltre il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, il consigliere nazionale del Cai Mario Vaccarella, il presidente del Cai Sicilia Giuseppe Oliveri e la presidente della sezione Cai di Petralia Filippa Spitale. L’autore e regista del film ha motivato la scelta dei monti del Trapanese e delle isole Egadi per le riprese rimandando alle loro caratteristiche, che rendono questi rilievi molto simili alle dolomiti. I monti di Trapani sono in grado di attrarre flussi di appassionati di questo segmento di turismo tematico, rispettoso dell’ ambiente, in cui la destinazione offre rispetto alle Alpi e agli Appennini condizioni di clima mite, oltre che la compresenza del mare.

 

Una risalita lungo il versante Nord occidentale della montagna di Erice passando dal sole di Martogna alla nebbia del borgo medievale. “L’abbraccio di Venere” che ha reso ancora più suggestiva l’escursione dei soci Cai tra le stradine acciottolate ed i sentieri del bosco della vetta. È stata davvero una giornata carica di emozioni e scorci mozzafiato su Trapani ed il mare delle Egadi. Il tutto condito dalle tante storie arrivate dal passato che hanno accompagnato il gruppo alla scoperta degli angoli più suggestivi del monte. La giornata di trekking per i soci ed i simpatizzanti del Cai di Erice è partita dall’area demaniale di Martogna, percorrendo inizialmente i sentieri del bosco di questo polmone ad un tiro di schioppo dal centro urbano di Trapani, immergendosi nei profumi della pineta e della macchia mediterranea del posto. Dopo essere passati dal recinto dei pony e degli asinelli il gruppo ha iniziato la risalita lungo il versante ovest della montagna, in direzione “Castellazzo”, un promontorio che domina Trapani ed il litorale di San Cusumano, per poi percorrere un reticolo di mulattiere e strade sterrate che un tempo collegavano Erice con il territorio della valle. Alcuni itinerari sono molto antichi, tant’è che è rimasto il soprannome di “vecchia strada romana” nel tratto che passa sopra Martogna dirigendosi verso pizzo Argenteria e la vetta del Monte. Secondo la tradizione in questo versante della montagna dal 249 al 241, durante le guerre puniche, si sono combattuti Romani e Cartaginesi. Uno scontro che dopo la battaglia delle Egadi vide affermare il dominio dei Romani sul mar Mediterraneo. Proseguendo la risalita lungo il lato Nord-Est della montagna il gruppo è arrivato nei pressi della torretta di San Nicola, per poi addentrarsi in una zona alberata fino al sentiero Cai 601 di Sant’Anna, dove il cammino è proseguiti verso il centro storico di Erice per arrivare, dopo essersi addentrati in una lecceta, fino a porta Trapani, l’ingresso del borgo medievale. Dopo una immancabile sosta per assaggiare le tipiche genovesi ed i dolci della tradizione conventuale ericina, gli escursionisti si sono diretti verso la sede del Cai di Erice di via Apollonis, percorrendo le vie acciottolate del borgo avvolte dalla nebbia. In una atmosfera a tratti quasi surreale. Ad accogliere il gruppo nella baita comunale il referente della sottosezione del Cai di Erice e dei Comuni dell’Agroericino Vincenzo Fazio, che ha riscaldato i partecipanti alla giornata di trekking offrendo del buon vino. E dopo il pranzo a sacco una raffinata grappa. Come sempre non sono mancati i momenti di condivisione del cibo e delle bevande. L’escursione è quindi ripresa scendendo verso il quartiere Spagnolo, per poi immergersi nei silenzi dell’antico bosco, passando da sotto le chiese di Sant’Antonio e Sant’Orsola per poi risalire verso il “piede dei diavolo”. Luoghi pieni di fascino, tra tante storie e leggende. Il tutto nel magico contesto del bosco avvolto dalla nebbia. Il che ha reso ogni scorcio particolarmente surreale. Da porta Spada l’itinerario è proseguito, lasciandosi alle spalle la chiesa medievale di Sant’Orsola, dalla via dell’Addolorata e successivamente dal sentiero che costeggia le millenarie mura elimo-puniche, passando dalle portielle, dalle lettere puniche e dai torrioni che un tempo presidiavano il centro abitato ericino. Da porta Carmine il gruppo si è diretto, sempre costeggiando la cinta muraria, verso la Matrice di Erice e da qui a porta Trapani per iniziare la discesa verso Martogna dal sentiero Cai 601. La parte finale dell’escursione è stata salutata da un tramonto da incanto sul mare delle isole Egadi, con il sole che ha salutato il gruppo del Cai di Erice lasciando nel cielo delle autentiche pennellate di arancione e glicine. Dopo avere superato il convento di Sant’Anna, che si erge su pizzo Argenteria, gli escursionisti hanno quindi fatto rientro a Martogna, con un bilancio di fine escursione niente male: circa tredici chilometri con un dislivello di circa 650 metri ed un tempo di percorrenza di poco più di sei ore. Con il gruppo che è sempre rimasto compatto e senza eccessivi sfilacciamenti. Se non per le fisiologiche soste fotografiche. Impossibile non scattare foto davanti a panorami così belli e suggestivi.

Testo a cura di Mario Torrente

Foto di Fabio Mario

 

 

Il Cai di Erice ha fatto tappa nella Riserva Naturale del Bosco della Ficuzza. I soci e simpatizzanti del Club Alpino Italiano, guidato da Rocco Chinnici, Monica Maria Cassetti e dal referente della sotto sezione ericina Vincenzo Fazio, hanno percorso i sentieri della grande area boschiva, alla scoperta delle bellezze e delle peculiarità storiche e ambientali di questa zona della Sicilia occidentale. L’escursione è partita dalla ex stazione di Ficuzza, per percorre inizialmente quella che un tempo era l’antica strada ferrata. È il tratto Godrano-Ficuzza-Ponte Drago, della linea che collegava Burgio, in provincia di Agrigento, con la stazione di Sant’Erasmo a Palermo. Da qui un tempo passavo i treni che collegavano queste zone nel cuore della Sicilia. La ex ferrovia è stata riconvertita in pista ciclabile e si può percorre in bici ed a piedi facendo una passeggiata davvero suggestiva camminando o pedalando nel verde. Ed ancora, tra i grandi alberi che avvolgono completamente escursionisti e ciclisti, si intravedono le vecchie tabelle ed una parte della struttura in legno dei binari poggiati di fronte ad un muro di contenimento dove sono ben visibili dei grandi archi. Il colpo d’occhio, attraversando questo tratto, è molto particolare. Altro momento molto suggestivo, per il contrasto tra luci ed ombre, è il passaggio nel tunnel della ex linea ferroviaria, la galleria “Portella di Cervo”. Il gruppo, dopo avere superato un altare dedicato a Santa Barbara, si è diretto verso il “Pulpito del Re”, un trono scolpito sulla roccia arenaria che il re Ferdinando IV di Borbone usava per cacciare stando seduto mentre i battitori spingevano le prede verso di lui. Un luogo decisamente suggestivo, avvolto nel verde dove non sono mancate le foto di gruppo ed i selfie. Nei pressi di questa “poltrona” reale, con tanto di scalinata, si trova un belvedere che si affaccia sulla Riserva naturale dominata da rocca Busambra. Qui si resta colpiti dal panorama che si può ammirare da questa “veranda” sulla “Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago”, area protetta della Regione Siciliana, istituita nel 2000, la cui gestione è affidata all’Azienda Foreste e che si estende su una superficie di circa 7.398 ettari. L’escursione è quindi proseguita tra i sentieri addentrandosi nel bosco, in un contesto molto particolare, caratterizzato da grandi querce, i tronchi avvolti dal muschio e molte specie di funghi che hanno accompagnato la giornata di trekking del Cai di Erice in un itinerario ad anello di circa dieci chilometri. Tra i passaggi più particolari, l’arrampicata su un piccolo promontorio roccioso che ha regalato una vista a 360 gradi sul bosco, dominata da Rocca Busambra, con i suoi 1613 metri la cima più alta della catena dei monti Sicani e di tutta la Sicilia occidentale.Ed ancora, tra sentieri avvolti nel verde, canyon ed un’atmosfera dominata dai profumi e dai colori del bosco in autunno, ma con una luce e temperature decisamente primaverili, il trekking del Cai per il Bosco di Ficuzza, è proseguito fino ai laghetti coda di Riccio, dove il gruppo si è concesso un picnic nel prato verde a pochi metri dal grande invaso attorno al quale a cui si è sviluppata una fitta vegetazione, che ospita numerosi anfibi e uccelli acquatici. Anche questo è il regno delle querce. Ma qui si trova un esemplare monumentale di Quercus suber, con un’età stimata di circa 400 anni. Dopo il pranzo a sacco, che è stata anche l’occasione per assaggiare della frutta martorana fatta in casa ed ascolta una lettura proposta da Monica Maria Cassetti, componente del Consiglio direttivo della sottosezione del Cai di Erice e dei Comuni dell’Agroericino, l’escursione è proseguita per circa altri due chilometri e mezzo, sempre nel fitto bosco, per arrivare a Ficuzza alla “Casina Reale di cacci” fatta costruire da re Ferdinando I. Il bosco di Ficuzza era infatti la riserva di caccia del sovrano. Ed attorno al monumentale edificio, bellissimo ed imponente, che tanto ricorda ben più note e imponenti regge, è sorto il borgo di Ficuzza, dominato dalla “Casina di caccia” e dal suo grande prato verde. Che assicura un colpo d’occhio e scatti unici. Qui, con una ultima foto di gruppo con tanto di bandiera, si è conclusa la prima giornata di escursione del Cai di Erice nella Riserva del bosco di Ficuzza che è proseguita l’indomani con la risalita nella cima di Rocca Busambra, sempre guidata da Rocco Chinnici e Monica Maria Cassetti. Rocca Busambra è una delle montagne più belle della Sicilia, con la sua poderosa parete nord che domina il Bosco della Ficuzza. Questo suggestivo rilievo è è caratterizzata da un’infinità di canaloni che solcano la parete rocciosa, detti localmente “ciacche”. L’itinerario in linea è partito dall’estremità orientale della Rocca. Il gruppo ha percorso il sentiero verso ovest per piano Tramontana, arrivando cosi in una zona di pendii dolci che salgono, senza traccia obbligata, verso una spalla rocciosa che prosegue ‐ seguendo il ripido bordo della parete ‐ la cresta della Rocca fino a giungere ad una zona semi pianeggiante che conduce ad uno spiazzo poco sotto la vetta. Gli escursionisti sono quindi arrivati alla cima di Rocca Busambra, ad una altezza di 1.613 metri, godendo di una vista panoramica molto bella e spettacolare che abbraccia quasi tutta la Sicilia, dall’Etna alle Isole Egadi.

Domenica all’insegna dei profumi del bosco di Angimbè per i soci ed i simpatizzanti del Cai di Erice che hanno percorso i sentieri della sughereta, tra querce, arbusti e tante essenze arboree. L’area, gestita dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, custodisce oltre 700 specie botaniche e svariati vertebrati. Si tratta di una delle ultime e meglio conservate quercete della provincia di Trapani, la più grande della Sicilia occidentale. Durate l’escursione i gruppo ha percorso i vari sentieri, arrivando fino alla torretta della Forestale, da dove si può ammirare un panorama davvero mozzafiato circondati dal verde. Un “viaggio” a cui hanno fatto da contorno i tanti uccelli che volano nei cieli di Agimbè ed i funghi che crescono nel sottobosco con l’ornitologo Francesco Adragna ed il naturalista Stefano De Gaetano, entrambi dell’associazione “Bosco Angimbè”, che hanno illustrato le tante peculiarità delle specie presenti in questo grande bosco tutto da scoprire ma dove, purtroppo, sono ancora evidenti le ferite del terribile incendio che un anno fa ha devastato circa settanta ettari delle sughereta, facendo notevoli danni. I tronchi delle querce sono ancora anneriti e molte tabelle con le indicazioni sono andate distrutte. querce_bosco_angimbeFortunatamente la natura sta reagendo, ed il verde piano piano piano si sta riappropriando del sottobosco e delle chiome degli alberi. Durante gli oltre otto chilometri di escursione i soci ed i simpatizzanti del Cai si sono cimentati, con i binocoli, nel birdwatching, l’osservazione delle numerose specie di uccelli presenti, spiegati magistralmente da Francesco Adragna. Spazio alle foto anche per i tanti funghi, con Stefano De Gaetano che ne ha illustrato le caratteristiche, distinguendo le specie commestibili da quelli tossici. L’escursione è partita dal Centro didattico gestito dall’associazione “Bosco Angimbè”, impegnata nel portare avanti diverse iniziative nell’ottica dell’educazione ambientale e della valorizzazione del territorio. Il luogo ideale dove passare qualche ora di relax nell’area attrezzata dotata di tavoli da pic-nic oltre che di giochi per bambini. Il tutto completamente avvolto nel verde in una vera e propria oasi di pace e quiete. Da qui parte la mulattiera che, dopo una discesa immersa nella macchina mediterranea, si addentra nel bosco, tra querce da sughero, lecci ed altri alberi ed arbusti, come la roverella, il frassino, il pioppo, il carrubo, l’olivastro ed il corbezzolo, con i suoi squisiti frutti colorati. Ed ancora l’erica, il cisto ed il pungitopo, arbusti sempre verde che cresce nei sottoboschi delle leccete e delle pinete, facilmente distinguibile per le caratteristiche bacche rosse utilizzate come ornamento natalizio. Ma qui si trova anche il mirtillo e tante essenze arboree che accompagnano gli escursionisti in un trekking davvero da non perdere tra i profumi ed i silenzi del bosco Angimbè, il cui nome ha origini araba e significa “dentro la gebbia”, ovvero la vasca di pietra dove si trova l’acqua. Da sempre fonte di vita per tutti. E durante il tragitto, il gruppo è passata da un invaso con al suo interno rane e rospi. Del resto questa sughereta è la “casa” di molti animali, a partire dai mammiferi, come la lepre, la donnola, l’istrice, il riccio, il coniglio selvatico e la martora. Ma anche il regno di tante specie di uccelli, come il falco pellegrino, la poiana ed il gheppio. Ma anche del gufo, della civetta e del barbaggiani. Insomma, un bosco ricco di vita e davvero tutto da scoprire camminando e respirando lentamente, aprendo i sensi ai doni di madre natura, da osservare in ogni suo angolo con gli occhi del cuore. Cielo compreso, dove gli uccelli accompagno in volo gli escursionisti alla scoperta di questo angolo di Sicilia capace di regalare un senso di pace e quiete davvero impareggiabile. Sensazioni che hanno caratterizzato l’escursione del gruppo Cai di Erice, che si sono immersi in un contesto molto particolare, complice anche un giornata autunnale dopo le abbondanti piogge del giorno precedente. Il che ha esaltato ancora di più i profumi del bosco e l’odore delle terra, ancora umida per la pioggia. Un trekking condito anche dagli squisiti corbezzoli raccolti e subito assaggiati dagli escursionisti. La giornata all’insegna delle bellezze paesaggistiche e naturalistiche nella sughereta si è conclusa con un pranzo a sacco nel Centro didattico dell’associazione “bosco Angimbè” accompagnato da buon vino e miele prodotto in loco. Un finale, insomma, all’insegna dei buoni sapori e della gastronomia che non può mancare mai nei trekking delle terre di Sicilia. Dove le bellezze di madre natura si uniscono sempre alle prelibatezze ed alle peculiarità dei prodotti  locali. Un valore aggiunto che riesce sempre a fare la differenza.

Mario Torrente

 

(foto Mario Torrente)

Predisposto il programma delle escursioni autunno-inverno del Cai di Erice e dei Comuni dell’Agroericino. Sono previste in tutto tredici uscite con diversi livelli di difficoltà, oltre quattro weekend con pernotto in strutture del posto. Il programma si aprirà domenica 23 settembre con una cicloescursione nell’isola di Favignana, per proseguire domenica 14 ottobre con un trekking nel bosco di Angimbè, nel territorio di Calatafimi-Segesta. Si continuerà con due fine settimana fuori la provincia di Trapani: sabato 20 e domenica 21 ottobre il Cai di Erice sarà al bosco della Ficuzza ed a Rocca Busambra; si continuerà il 3 e 4 novembre nel sentiero degli Agrifogli Giganti, nelle Madonie. programma_autunno_inverno-2018-2019L’ultimo fine settimana con pernotto sarà per l’escursione a Monte Speziale, nelle Riserva dello Zingaro. Domenica 2 dicembre si terrà invece un’escursione in “casa”, lungo il versante Nord della montagna di Erice, sui “Passi degli antichi Romani”, mentre il 16 dicembre l’appuntamento con le uscite del Cai sarà a Terrasini, a Monte Palmeto. Il 13 dicembre i soci del Club alpino si sposteranno nel Belice per un tour nei luoghi del terremoto mentre il 27 gennaio si camminerà a Montagna Grande, tra i comuni di Trapani e Salemi. Il 10 febbraio si tornerà nella Riserva dello Zingaro, questa volta a Monte Acci mentre il 24 febbraio il Cai di Erice farà tappa a Monte Pispisa, davanti il tempio di Segesta. Il programma si concluderà con due escursioni mozzafiato: la prima, domenica 10 marzo per la vetta di Monte Cofano, a Custonaci, mentre nel fine settimana del 23 e 24 marzo ci sarà il gran finale a Marettimo, con un trekking lungo la montagna della più lontana dell’arcipelago delle Egadi verso il “Semaforo”.
Per maggiori informazioni sulle escursioni è possibile consultare la pagina Facebook della sottosezione Cai di Erice e Agroericino.