Escursione a Pizzo Stagnone – 14 novembre 2021

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di Vittoria Minunno

Nella tasca destra della giacca a vento di Peppe vuoi vedere che, piegata in quattro, c’è proprio il mio sette di fiori?!

Si perché quando cammini col CAI di Erice può accadere anche di partecipare ad un gioco di prestigio; le persone fanno sempre la differenza.

Il gruppo di domenica è numeroso ed eterogeneo, chi è più allenato rallenta il passo per incoraggiare chi arranca, nessuno pensa di non farcela, stringe i denti e va avanti. E’ questione di allenamento, come per i giochi di prestigio, addestramento, impegno e passione.

Pizzo Stagnone è uno dei rilievi che sovrasta il golfo di Castellammare, ha una quota di 802 metri e in cima ci regala un panorama ricco e dettagliato. La giornata è soleggiata, l’aria fresca e pulita, la visibilità ottima.

Iniziamo il nostro percorso con un po’ di ritardo giustificato dal fatto che siamo oltre 50 partecipanti. E’ necessario suddividerci in tre gruppi ed adempiere quanto previsto dal regolamento CAI per le misure antiCovid. Il sentiero che imbocchiamo è in salita, da nord a nord ovest sono ben visibili i rilievi dello Zingaro, monte Sparagio ed Erice.

Il gruppo CAI con ben 52 presenti

Superato pizzo Teleffio e pizzo Dottore, di fronte a noi sia apre un meraviglioso panorama sulla macchia boschiva di Tre Portelle . Alle pendici di Pizzo Stagnone ci dividiamo in due gruppi: alcuni di noi decidono di fermarsi e recuperare le energie anticipando la pausa pranzo, altri proseguiamo su terreno naturale fino alla cima. I profili delle montagne sono nitidi; quasi con riverenza lo sguardo si posa su Rocca Busambra per poi spostarsi sulle altre cime fino a montagna Longa e monte Pecoraro sopra Punta Raisi.

In cima a Pizzo Stagnone

Chiudiamo il nostro itinerario ad anello percorrendo verso nord est una stradella che ci riporta alle auto. Lungo il percorso del ritorno proviamo a seguire le indicazioni per la Fossa del Bue ma i segni dell’incendio del 2017 sono purtroppo ancora ben visibili , il fuoco ha devastato quest’area meravigliosa e la non curanza e l’abbandono continuano a mortificarla ancora oggi. Degli alberi rimangono solo tronchi bruciati senza chioma che puntano neri verso l’alto, alcuni spezzati, altri ormai a terra ostacolano il sentiero. Pertanto decidiamo di vedere il vallone solo dall’alto, dalla stradella che ci riporta alle auto.

Prima di fare ritorno a casa, facciamo tutti tappa in un bar per gustare in compagnia le rinomate cassatelle di Castellammare del Golfo.

Grazie a tutti per aver scelto di trascorrere questa domenica assieme. Alla prossima!

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