Di Emanuele Valenza
L’escursione di domenica 17 maggio 2026 sui sentieri sommitali di Monte Pellegrino. Promontorio a forma di vera e propria montagna calcarea, alta 609 metri s.l.m., che chiude a Nord il Golfo di Palermo e a Sud il Golfo di Mondello, in epoca antica, poi dagli Arabi chiamato Bel Grin o Gebel Grin. Inoltre, Monte Pellegrino fu menzionato da Polibio come Ercte o Eircte perché durante la prima guerra punica nel 247 a.C. Amilcare Barca vi pose l’accampamento tenendo testa ai Romani che occupavano Panormus per tre anni.
Il percorso si è sviluppato ad anello unendo il Santuario di Santa Rosalia con le zone boschive di querce e pinete e le aree panoramiche sul Golfo di Palermo, Addaura e Mondello. In un tratto del percorso si possono notare le antiche postazioni antiaeree della seconda guerra mondiale, di cui la prima postazione si chiama Pizzo Volo D’aquila ed è situata adiacente ad un rilevante punto panoramico.
L’escursione inizia dal Santuario, percorrendo in discesa un breve tratto della famosa strada basolata della tradizionale “acchianata” dove si è potuta apprezzare una vista panoramica su gran parte della città di Palermo. Si prosegue imboccando un sentiero che ci porterà presso l’area, appunto, delle postazione antiaeree. Lungo questo tratto che porta a Pizzo Volo dell’Aquila, si è potuto ammirare la bellezza del Castello Utveggio, altro scorcio della città di Palermo e in lontananza i monti costieri dell’area metropolitana (le Madonie) fino a raggiungere il promontorio di Cefalù. Continuando su sentiero panoramico sulla borgata marinara di Vergine Maria, fino a raggiungere l’area delle “antenne” la quale offre panorami di estrema bellezza. Altro tratto di percorso ci consente di osservare le località dell’Arenella, Addaura, Mondello e Capo Gallo.
In una apposita area mediamente attrezzata abbiamo effettuato la sosta per consumare il pranzo a sacco, dove si è avuto modo di apprezzare la vista panoramica sul Golfo di Mondello, di particolare fascino.
Sul sentiero del ritorno verso il Santuario ci si è soffermati in un’area dove abbiamo avuto modo di osservare il suggestivo “labirinto” meditativo di tipo unicursale cretese (11 spire). Realizzato da Stefano Baldi con 2.260 pietre locali che offre un percorso meditativo che riconnette con la natura, circondato da pini ed eucalipti.
Direttori: Emanuele Valenza – Vito Mazara- Antonella Marino



