di Sergio Venza
ph. Autori vari
Il massiccio della Rocca Busambra, coi suoi 1.613 metri sovrasta il bosco di Ficuzza. La più alta cima dei monti Sicani forma una muraglia allineata in direzione est – ovest ed estesa una decina di chilometri. Scoscesa con pareti verticali di calcare nella parte nord forma uno sbarramento naturale per le correnti fresche e umide provenienti da settentrione, favorendo quindi le precipitazioni sul rigoglioso e antico bosco sottostante. La parte sud della Rocca scende invece più o meno gradualmente verso valle e si presenta per lo più arida.
Il borgo di Ficuzza è il luogo convenuto per l’appuntamento alle ore 9.00 di domenica 19 aprile 2026. L’escursione si prevede lunga ed impegnativa, dobbiamo evitare di terminarla col buio, ogni minuto è prezioso. Sistemate alcune auto all’arrivo, iniziamo a camminare verso le 10.00.
Percorriamo un sentiero verso ovest per “Piano Tramontana”, si giunge cosi a una zona di pendii dolci che salgono, senza traccia obbligata, verso una spalla rocciosa che prosegue, seguendo il ripido bordo della parete, la cresta della Rocca fino a giungere ad una zona semi pianeggiante che conduce ad uno spiazzo poco sotto la vetta.
Intorno alle 12 siamo alla base della zona sommitale, ci attendono gli ultimi 200 metri di dislivello che ci separano dalla vetta, quelli più impegnativi. Dopo una breve sosta di raggruppamento, iniziamo il tratto di salita più ripida. Il percorso di avvicinamento è privo di sentiero. Il gruppo procede gradualmente con cautela, qualcuno più atletico procede più spedito. Dopo un’ora circa ci ritroviamo tutti nei pressi della vetta per goderci il meritato panino ma soprattutto per ammirare lo sbalorditivo paesaggio sottostante e ci consente scorci panoramici a 360°. Ad occidente riconosciamo i monti del palermitano, il lago Poma e le cime più alte del trapanese. Davanti a noi il bosco Ficuzza che ci appare verdissimo ed immenso. I vari comuni di Godrano, Cefalà Diana, Villafrati, solo per citare i più vicini. In lontananza il mare. Sulla destra i monti di Calamigna, il San Calogero e le Madonie. A sud il complesso dei monti Sicani, il lago di Prizzi. Una luce incantevole ci circonda ed il luogo ci consente di provare il particolare “stato d’animo” della vetta.

Dopo un’oretta di meritato riposo iniziamo la parte più dura e faticosa della nostra escursione, la lunga e interminabile discesa, il tratto più difficoltoso è il primo, per un’ora abbondante camminiamo lentamente su un pendio ripido e impervio. Il resto del percorso è completamente privo di sentiero e non dà tregua alle nostre gambe, è un terreno naturale pietroso in direzione ovest fortunatamente con l’erba ancora non troppo alta. Si cammina con un buon passo, la tabella di marcia viene rispettata, ci si ferma ogni tanto per rifiatare e scattare qualche foto.
Alle 17 circa siamo nei pressi della Rocca Ramosa, nella zona in cui questa forma una gola con la parete più occidentale della Busambra, la lunga traversata è terminata e da qui inizia la nostra discesa all’interno del bosco, scendiamo su un sentiero pietroso ma completamente in ombra all’interno della gola, seguiamo il sentiero dell’Acqua Ammucciata fino a raggiungere una stradella forestale che ci porterà alle nostre auto.
Siamo stati bravi, abbiamo rispettato la tabella di marcia e il rischio di dovere tirar fuori le lampade frontali sembra scongiurato.
Sono passate le 19.00, ce l’abbiamo fatta, stanchi ma soddisfatti, con gli occhi pieni di bellezza. Resta soltanto il tempo di salutarci e ringraziare i direttori e validi accompagnatori: Sergio Venza, Vitalba Lombardo e Mauro Ciaccio, che ci hanno guidato in una straordinaria esperienza fisica, ma rigenerante ed emotiva vissuta, che ci consente di portare con noi la bellezza memorabile, di uno dei luoghi più spettacolari della Sicilia.



