di Emanuele Valenza
ph. Autori vari
Giornata all’insegna di un trekking urbano a Palermo per visitare le chiese “maggiori” che interpretano lo splendore del Barocco Palermitano ben diverso dalla corrente architettonica, culturale, stilistica del restante Barocco in Sicilia, in Italia e nel resto del mondo, in quanto si esprime nella massima opera di evangelizzazione dei Padri Gesuiti proprio qui a Palermo a partire dalla metà del 1500.
Ben trentadue i soci partecipanti la cui maggior parte provenienti da Trapani, Mazzara e Marsala. Interessata ed entusiasmante partecipazione per la bellezza dell’arte Barocca a Palermo e soprattutto per la grande importanza della simbologia Mariana, che a quel tempo, con gran fermezza volle la Chiesa Cattolica, affidando ai “Padri Professi” cioè ai Padri Gesuiti la grande opera di evangelizzazione nel mondo. Soprattutto in quello del mondo orientale, dove perirono martirizzati, per questa ”causa” alcuni padri gesuiti.
Itinerario cominciato dalla Chiesa di Santa Maria in Valverde (tripudio del barocco palermitano), in Largo Cavalieri di Malta a lato di Piazza Castello ricadente nella stessa Via Squarcialupo (strade fittissime di storia palermitana e di veri gioielli dell’architettura di quel tempo), Chiesa gentilmente aperta dai volontari del Touring Club Italiano dove abbiamo ascoltato, con interesse, proprio la descrizione della simbologia da uno dei volontari, per poi continuare verso il massimo splendore della Chiesa dell’Immacolata Concezione al Capo, uno dei due mercati storici di Palermo, che rappresenta la prima chiesa in Italia per l’espressione e la bellezza della simbologia Mariana e tra le prime d’Europa. Ci siamo velocemente indirizzati, con un breve passaggio, verso la Chiesa gotica/normanna di Sant’Agostino (volgarmente conosciuta come Chiesa di Santa Rita) dove viene raffigurata anche qui qualche simbologia Mariana, ma soprattutto le quattro virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza). Dritti verso l’altro baluardo del Barocco a Palermo nella Chiesa di San Giuseppe dei Teatini con annessa Chiesa Ipogea della Madonna della Provvidenza per finire con il gioiello massimo della Chiesa di Casa Professa.
Casa Professa o Casa del Gesù. Il primo dei cantieri per i lavori di sovrapposizione, su chiese manieriste e classiche del tempo, dei bei plastici realizzati con la tecnica dei coloratissimi marmi mischi e tramischi, provenienti non solo da cave locali siciliane ma anche da altre regioni italiane come ad esempio il marmo bianco di Carrara. Realizzate da maestranze locali e non, quali eccellenti scalpellini e botteghe di “artigiani marmorari”.
Cos’altro dire ? Riteniamo, noi organizzatori, di avere trasmesso in questa mezza giornata una minima parte della bella Storia Siciliana che si esprime nelle sue maggiori forme dell’arte, della cultura, delle architetture dei popoli che ci hanno dominato nelle varie epoche storiche. Camminata conclusasi nel migliore dei modi pranzando in uno dei tanti localini dello storico mercato di Ballarò all’Albergheria (a briaria in dialetto palermitano) apprezzando molto il particolare “street food” palermitano.
Ringrazio vivamente chi mi ha collaborato e supportato nelle persone di Antonella Marino e Vito Mazara e a tutti i partecipanti.



