Di Sergio Venza
Ph. Autori vari
Domenica 8 marzo 2026 ci siamo ritrovati a Contrada Pilato, in località Fraginesi, nel territorio di Castellammare del Golfo, con noi gli accompagnatori Sergio Venza, Vitalba Lombardo e Vito Mazara. Da lì è iniziata l’escursione.
I primi passi ci hanno portato verso sud. Il gruppo ha attraversato l’area forestale del Bosco di Lisciandrini, avanzando con passo tranquillo lungo una stradella che sale con pendenza lieve. Per circa due chilometri il cammino si è svolto tra alberi e macchia mediterranea, mentre il paesaggio iniziava lentamente a cambiare.
Raggiunto l’attacco del sentiero abbiamo iniziato la discesa dentro il vallone Cinturini. Il sentiero scende progressivamente tra pareti rocciose e vegetazione sempre più fitta fino ad arrivare al fondo delle gole. Qui il paesaggio diventa improvvisamente più chiuso e selvatico.
Nel cuore del vallone compaiono le Orghe Nere, chiamate in dialetto “Urghi nivuri”. Si tratta di piccoli salti d’acqua, vasche naturali e minuscole cascate che modellano la roccia. In questo punto le pareti sono così ravvicinate che la luce del sole filtra appena. Le ombre dominano l’ambiente e creano un’atmosfera quasi irreale, da cui deriva il nome di questo luogo.
Ci siamo fermati per una sosta, circondati dal rumore continuo dell’acqua e da una vegetazione particolarmente rigogliosa in questo periodo dell’anno. Il vallone offre uno scenario naturale intenso, dove suoni, colori e profumi si mescolano in modo coinvolgente.
Dopo la pausa è iniziata la risalita. Il sentiero guadagna quota fino a raggiungere il belvedere di Pizzo Merio, punto scelto per la sosta pranzo. Da qui il panorama si apre sui monti di Trapani con una vista ampia e nitida. Guardando verso ovest si distingue Monte Sparagio; verso nord si riconoscono Scopello e la Riserva dello Zingaro; a est si alza il profilo di Monte Inici.
Terminata la pausa abbiamo ripreso il cammino lungo una strada forestale in lieve discesa. Il percorso passa sul versante occidentale di Pizzo Merio e offre scorci spettacolari verso il fondo della Fossa Dalla, con affacci profondi e suggestivi.
L’ultimo tratto del percorso ci ha riportati lentamente al punto di partenza, dove erano parcheggiate le auto, chiudendo una giornata di cammino immersa nei paesaggi più selvatici del territorio di Castellammare del Golfo.



