Due giorni sulla neve: dall’Etna ai Nebrodi, nel segno dell’amicizia

ciaspolata-etna-5

Ph. e testo di Daniela Scarsi

Ci sono fine settimana che riescono a condensare tutto ciò che amiamo della montagna: silenzio, fatica, meraviglia e, soprattutto, condivisione. L’esperienza vissuta insieme alle sezioni CAI Linguaglossa e CAI Erice ne è stata un esempio perfetto: due giorni consecutivi di ciaspolate, prima sull’Etna e poi nel Parco dei Nebrodi, tra paesaggi diversi ma ugualmente straordinari.

Sabato: il fascino potente dell’Etna Nord

La prima giornata ci ha condotti sul versante Nord dell’Etna, lungo un itinerario EAI di circa 8 km, con un dislivello contenuto ma reso intenso dalla neve e dall’atmosfera invernale. Dal bivio Sciaramanica, sulla Strada Mareneve, abbiamo iniziato a camminare in direzione del Torrente Sciambro, immersi in un paesaggio di rara suggestione.

Boschi di betulle e pini incorniciavano il percorso, mentre il bianco della neve amplificava luci e silenzi. Ogni passo con le ciaspole affondava morbido, ritmando il cammino e invitando alla lentezza. In inverno l’Etna sa essere severa e dolce allo stesso tempo: maestosa nelle sue cime innevate, accogliente nei suoi tratti boscosi.

La pausa al Rifugio CAI Monte Baracca è stata il momento simbolico della giornata: tè caldo, sorrisi, racconti e quella sensazione di appartenenza che nasce solo quando si condivide la montagna. Non è mai solo un’escursione: è un’esperienza collettiva che rafforza legami e crea nuove amicizie.

Domenica: la fiaba bianca dei Nebrodi

Il giorno successivo lo scenario è cambiato, ma l’incanto è rimasto intatto. Nel cuore del Parco dei Nebrodi, tra Monte Soro e l’Acerone dei Nebrodi, ci siamo immersi in un paesaggio fiabesco.

Qui la neve sembrava ancora più soffice, i boschi più fitti, il silenzio quasi irreale. Camminare verso Monte Soro, la vetta più alta dei Nebrodi, significa attraversare uno degli ambienti forestali più affascinanti della Sicilia. L’incontro con l’Acerone – monumentale e maestoso anche sotto la coltre bianca – è stato uno dei momenti più emozionanti: un simbolo di forza e radicamento, perfetto emblema dello spirito che anima il CAI.

La montagna come spazio di amicizia

Al di là dei chilometri percorsi e dei panorami ammirati, ciò che ha reso speciali queste due giornate è stato il clima umano. L’intersezionale tra CAI Linguaglossa e CAI Erice ha dimostrato ancora una volta come la montagna sia prima di tutto un luogo di incontro.

Passi che si sincronizzano, mani che si offrono nei tratti più impegnativi, risate che rompono il silenzio del bosco: sono questi i dettagli che restano impressi. La neve scioglierà, i sentieri cambieranno volto con le stagioni, ma il senso di comunità costruito lungo il cammino rimarrà.

Due montagne diverse, due paesaggi unici, un’unica grande esperienza di amicizia e condivisione. Ed è per questo che continuiamo a tornare, ciaspola dopo ciaspola, verso nuovi orizzonti bianchi.