Trekking urbano a Gibellina – MontagnaTerapia

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Di Roberta Zaccarini

Ph. Autori vari

Sabato 28 febbraio abbiamo vissuto una giornata speciale di MontagnaTerapia, trasformando il trekking urbano in un viaggio profondo tra le ferite e la rinascita di una terra unica Gibellina, nella Valle del Belice. Accompagnati dal Dott. Filippo Zerilli, Presidente dell’Associazione ART, dalle guide CAI Erice Roberta Zaccarini e Giuseppe D’Amico, abbiamo trasformato un sentiero in uno spazio di ascolto e benessere collettivo. Il nostro percorso è iniziato nel silenzio monumentale del Cretto di Burri.

Camminare tra quelle colate di cemento bianco, guidati dal racconto appassionato della nostra guida turistica Michelangelo Marchingiglio, è stato come accarezzare la storia. Non è solo un’opera di Land Art, è un sudario che protegge il ricordo, un labirinto dove ogni angolo parla di ciò che è stato e di ciò che ancora vibra. Ognuno con le proprie sensazioni ha attraversato questo luogo rimasto fermo al terremoto del 1968, con il suo carico di drammi umani e distruzione. Da li ci siamo spostati al centro della nuova Gibellina dove abbiamo attraversato insieme la città nominata Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, con il sistema delle sue piazze e le sue opere disseminate ovunque che ti portano a riflettere su un luogo unico con la sua atmosfera surreale quasi come se fossimo al di là dello spazio e del tempo.

Abbiamo concluso questo viaggio sensoriale al Museo delle Trame Mediterranee. Tra tessuti, ceramiche e frammenti di culture diverse, abbiamo capito che siamo tutti fili di un unico, immenso arazzo. Per concludere la “Montagna di sale” di Paladini con i sui cavalli neri con la testa di ariete è stato l’ultimo scorcio di bellezza che abbiamo ammirato. Gibellina ci ha insegnato che dalle macerie può nascere lo stupore, e che camminare insieme è il modo migliore per non perdersi mai.