Testo e foto di Daniela Scarsi
Sabato 21 marzo il CAI – Sezione di Erice e Agro Ericino ha promosso una nuova giornata di Montagnaterapia, in collaborazione con l’Associazione Registro Tumori di Trapani, lungo uno degli itinerari più affascinanti del territorio: l’anello del Balio e del Sentiero delle Mura.
Con partenza da Porta Spada, il gruppo ha intrapreso un percorso ad anello di circa 5,5 km, classificato AE (Accessibile Escursionisti), caratterizzato da un dislivello contenuto e da un andamento dolce, ideale per favorire un’esperienza inclusiva, lenta e consapevole .
Un itinerario sospeso tra storia e mare

Il cammino si sviluppa attorno al borgo medievale di Erice, seguendo la linea delle antiche fortificazioni e alternando tratti urbani a sentieri immersi nella natura.
Fin dai primi passi lungo le mura puniche, il percorso restituisce la sensazione di camminare lungo un confine sospeso tra passato e paesaggio. Le pietre antiche accompagnano lo sguardo verso l’esterno, dove improvvise aperture rivelano panorami ampi e luminosi.
Il tratto esterno alle mura è tra i più suggestivi: qui la macchia mediterranea avvolge il sentiero con i suoi profumi, mentre il vento e la luce creano un dialogo continuo con il mare.
Proseguendo lungo il sentiero del Ponte di Legno, il passo si fa naturalmente più lento. Il tracciato segue il pendio con andamento morbido, permettendo di assaporare ogni scorcio: la pianura trapanese, le saline che disegnano geometrie sull’acqua, il blu intenso del Mediterraneo e, in lontananza, il profilo inconfondibile di Monte Cofano.
Uno dei momenti più intensi dell’escursione è stato il passaggio alla Torretta Pepoli, luogo carico di fascino e significato. Costruita come spazio di contemplazione, continua ancora oggi a offrire una dimensione sospesa, quasi fuori dal tempo, perfetta per fermarsi, osservare e condividere il cammino .
Il bosco di Erice e i benefici del camminare in natura

Camminare sul Monte Erice significa immergersi in un ambiente naturale che favorisce spontaneamente il benessere.
Il bosco, con la sua alternanza di pini, macchia mediterranea e radure aperte, crea un microclima unico: l’aria è più fresca, ricca di profumi vegetali e particolarmente ossigenata. Il terreno naturale, irregolare ma mai impegnativo, stimola un movimento più armonico e consapevole.
Numerosi studi dimostrano come il camminare in ambienti naturali:
riduca i livelli di stress e ansia
migliori l’umore e la qualità del sonno
favorisca la concentrazione e la lucidità mentale
rafforzi il sistema immunitario
Nel contesto di Erice, questi effetti sono amplificati dalla combinazione tra bosco e panorama aperto: l’alternanza tra spazi raccolti e visioni ampie di prati e addirittura del mare, genera una continua stimolazione sensoriale, capace di riequilibrare corpo e mente.
Il ritmo lento dell’escursione ha permesso ai partecipanti di entrare in sintonia con questo ambiente, trasformando il semplice cammino in un’esperienza di ascolto profondo.
Montagnaterapia: il valore del gruppo e della condivisione

La Montagnaterapia non è solo attività fisica, ma un percorso relazionale.
Durante la giornata, le soste, i momenti di silenzio e quelli di dialogo hanno favorito la creazione di uno spazio accogliente e autentico, in cui ogni partecipante ha potuto sentirsi parte del gruppo.
Il cammino condiviso diventa così uno strumento di cura: un modo per ritrovare equilibrio, costruire relazioni e vivere la montagna in maniera inclusiva.
Il momento di Chi Gong: respiro, energia e presenza

Presso la terrazza panoramica della Baita CAI di Erice, la dott.ssa Anna Maria Grifo ha guidato i partecipanti in una pratica di Chi Gong, offrendo un momento di profonda connessione tra corpo e mente.
Attraverso movimenti lenti, respirazione consapevole e attenzione al gesto, il gruppo ha sperimentato una dimensione di equilibrio e centratura, amplificata dalla bellezza del paesaggio circostante.
Un tempo sospeso, in cui il respiro si è armonizzato con il ritmo della natura.
Una giornata da portare con sé

L’escursione si è conclusa presso la Baita CAI di Erice, tra sorrisi, racconti e momenti conviviali.
E, come accade nelle esperienze più belle, non sono mancate le chiacchiere, gli scambi spontanei e – con leggerezza – anche qualche simpatica anticipazione di “ricette pasquali”.
Perché la Montagnaterapia è anche questo: un cammino che continua nel tempo, nelle relazioni e nei ricordi condivisi.



